sabato, Ottobre 23, 2021
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Rinviato lo sfratto dell’imprenditore fallito per colpa dello Stato

MONZA – Lo Stato gli deve 4 milioni di euro e lui è andato fallito. Ora, alla fine di tutto, anche la beffa dello sfratto. L’esecuzione forzata era prevista per ieri pomeriggio, ma è stata rinviata di 45 giorni per motivi di ordine pubblico. Intorno al caso di Sergio Bramini è in atto infatti una vera e propria mobilitazione. Lui dice che non se ne andrà volontariamente, che non lascerà la villa di via Sant’Albino 22 valutata 2 milioni di euro, che il Tribunale fallimentare di Monza intende però vendere all’asta giudiziaria per poco più di 400mila euro. Il senatore grillino Gianmarco Corbetta ha nel frattempo indicato come domicilio parlamentare e quindi inviolabile proprio l’abitazione di Bramini.

In tanti ieri pomeriggio, tra esponenti politici, cittadini e giornalisti si sono riuniti di fronte alla villa dell’uomo, che non ha intenzione di mollare e che annuncia battaglia.

“Il prefetto  – ha dichiarato Bramini al quotidiano Il Giorno – mi ha chiamato dicendo che l’immunità parlamentare non è valida in caso di esecuzione forzata e mi ha proposto di firmare un documento in cui accetto di lasciare la mia casa tra 45 giorni. Ma un legale mi ha detto che l’immunità parlamentare è sancita dalla Costituzione ed è più forte della legge sulle esecuzioni. Vedremo, comunque io non firmo niente, non sottoscrivo un impegno peraltro solo per una questione di ordine pubblico. Io dalla mia casa non mi muovo. Come da tempo ripeto si sta commettendo un atto illegale. Sono pronto a fare opposizione passiva”.

Andrea Zappelli

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