venerdì, Ottobre 30, 2020
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Sulmona, lavori nuovo padiglione del carcere. Nardella “andamento da bradipo”

Sulmona – “Dovessimo paragonare la velocità con la quale avanzano i lavori della costruzione del nuovo padiglione penitenziario ad un essere vivente non avremmo dubbi nell’identificarlo in quello di un bradipo” ad affermarlo è Mauro Nardella segretario della Camera Sindacale Territoriale.

“Ad un beneaugurante inizio che aveva fatto pensare ad un processo accelerato nella realizzazione di ulteriori 200 posti letto in quello che da molti è ritenuta essere una delle Case di Reclusione più importanti d’Italia si è andata mano mano sostituendo una certa riluttanza nelle operazioni di costruzione” dichiara Nardella.

“Certo è che ad un iniziale entusiasmo rivolto all’allargamento degli spazi riservati al numero di detenuti e che avrebbe fatto pensare all’arrivo di non meno di 30 poliziotti penitenziari( ottima linfa per la demografia locale) e di decine di altri operatori, attese le ultime politiche adottate dall’amministrazione penitenziaria che, in luogo dell’apertura di nuove sezioni( vedasi Lanciano ad esempio) non ha fatto corrispondere un logico quanto auspicato aumento delle quote in forza adi operatori penitenziari siano essi poliziotti che personale facente capo al comparto ministeri, non si può che vedere, quanto meno con un occhio alimentato dal dubbio l’aspetto positivo che aveva riguardato l’inizio dell’iter realizzativo” precisa il segretario della CST UIL Adriatica Gran Sasso.

“Secondo la Uil se un nuovo padiglione ci dovrà essere non potrà si prescindere dal considerare seriamente la possibilità di rivedere prima la pianta organica del penitenziario peligno e solo successivamente il prosieguo dei lavori e relativa definizione del progetto” sostiene Nardella.

“Va da sé che se la Uil non vedrà prima il passaggio importante della decretazione dell’assegnazione di ulteriori ed adeguati rinforzi, non darà più il suo sostegno all’allargamento dell’area detentiva” continua il sindacalista “il fatto che si viaggi con la velocità non certo di una lepre è visto dalla Uil con digressione negativa più che con la speranza di un suo immediato varo. Tutti vorremmo il rilancio dell’economia della nostra comunità e soprattutto della sua anagrafe a patto che non sia di esclusiva estrazione detenuta. Non se lo possono permettere più gli agenti di stanza al carcere ne tanto meno i residenti. Questi ultimi, infatti, già vedono con diffidenza la presenza di numerosi detenuti figuriamoci se dal loro stazionare nel territorio non faccia da eco un ritorno positivo in ambito economico” conclude Nardella.

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