mercoledì, Ottobre 20, 2021
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Pamela Mastropietro, sul suo corpo il dna di un nuovo soggetto

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Quattro indagati ed un nuovo Dna. Sul cadavere di Pamela Mastropietro, la giovane romana uccisa e fatta a pezzi per poi essere chiusa in due valigie e abbandonata nelle campagne di Pollenza, sarebbe stato rinvenuto il Dna di un nuovo soggetto che nulla avrebbe a che vedere con i nigeriani di cui tre in carcere ed uno a piede libero. Attualmente dietro le sbarre in relazione al delitto sono Innocent Osgehale, Desmond Lucky e Lucky Awelima. In più c’è un quarto nigeriano indagato a piede libero che si sarebbe dimostrato estremamente collaborativo. Questo nuovo elemento d’indagine si evince da una delle perizie dei Ris di Roma.

Sono in tutto tre le tracce biologiche ravvisate nel corso degli esami effettuati dai militari, di cui la prima appartenente ad Oseghale e la seconda al tassista che però non risulta indagato. La terza è di una persona di cui non si conoscono le generalità.

 La posizione di Innocent Oseghale in relazione al delitto è quella più compromessa. Insieme a Desmond Lucky e Lucky Awelima è accusato di omicidio, occultamento e vilipendio di cadavere.

 Pamela Mastropietro non è morta di overdose. Questo elemento era stato già confermato dalla relazione del tossicologo Rino Froldi. Sono state rinvenute tracce di morfina in vari organi, ma, nel caso in cui si verifichi una overdose, la droga tende a concentrarsi nella parte del corpo in cui è avvenuta l’assunzione.

Era stato già possibile appurare come le coltellate a Pamela fossero state inferte mentre lei era ancora viva.  Il corpo di Pamela Mastropietro è stato martoriato fino all’inverosimile. Si è cercato di cancellare con tutti i mezzi le tracce della violenza.

L’esame autoptico ha ravvisato due coltellate al fegato che hanno avuto “un ruolo nel determinismo morte”, una lesione profonda “prodotta quando la giovane era ancora a cuore battente” e un colpo inferto alla testa con un corpo contundente in condizioni di vitalità dei tessuti.

Quando è stata accoltellata, quindi, la giovane era ancora viva. E aveva anche una lesione al volto, come se fosse stata picchiata. E’ molto probabile che abbia tentato di opporre resistenza ad un tentativo di stupro e che il suo diniego le sia costato la vita.

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