mercoledì, Maggio 12, 2021
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Alfie resiste ancora, il padre punta il dito contro i medici: cospirazione finalizzata all’omicidio del figlio

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Una società cinica e spietata la nostra, dove non ha alcun valore il rispetto della vita e del dolore di due genitori. Dopo Charlie Gard, ora è il caso di Alfie a far commuovere il mondo. Staccato il respiratore, il bambino resiste e sembra urlare in silenzio che la sua esistenza può andare avanti. Che non sarà un giudice a decretare la sua fine. Da quando sono i tribunali a sostituirsi alla volontà genitoriale? Da quando la vita di un bambino, seppure con evidenti problemi, deve essere terminata come un videogame nelle aule di “giustizia”?

Il giudice, durante l’udienza in Corte d’Appello britannica, ha detto che Alfie Evans sta morendo. Ha forse il dono della preveggenza? Non a caso il padre del piccolo, Tom Evans, è ben deciso a non arrendersi  e posta un video da Liverpool su Facebook per affermare che suo figlio resiste, che “si è ripreso per la terza volta”, che “il guerriero lotta ancora”. “Voglio solo  – scrive – che tutti sappiano che Alfie si è stabilizzato”. Nel frattempo l’uomo minaccia di far causa a tre medici dell’Alder Hey Hospital di Liverpool per cospirazione finalizzata all’omicidio del figlio e fa sapere di aver già preso contatti con investigatori privati per istruire il caso. La notizia è stata resa nota da fonti legali durante l’udienza di oggi sul possibile trasferimento in Italia del bambino di fronte alla Corte d’Appello di Londra.

Tom spiega che lui e mamma Kate hanno dovuto praticargli inizialmente anche la respirazione bocca a bocca, subito dopo il distacco dagli apparecchi che gli garantivano la respirazione, l’alimentazione e l’idratazione. Il padre del piccolo ha poi rivolto un appello ai magistrati chiedendo sia concessa la “grazia” ad Alfie e che gli venga “riconosciuta la dignità di tornare a casa o andare in Italia”.

Desiderio, questo, che nessuno, tantomeno un giudice, deve sentirsi autorizzato a negare. Due persone che si amano hanno dato alla luce un figlio e loro, e solo loro, devono decidere in che modo e soprattutto, dove, il bambino deve vivere questi attimi di vita.

Nel frattempo la Corte d’Appello di Londra ha rigettato il ricorso dei genitori del piccolo Alfie Evans contro il rifiuto di autorizzare il trasferimento del bambino da Liverpool a un ospedale italiano. Respinta sia l’argomentazione dell’avvocato di papà Tom, che contestava un giudizio precedente errato, sia quello del legale di mamma Kate, che puntava sulla sopravvivenza inaspettata del bambino nonché sulla cittadinanza italiana concessa ad Alfie per invocare la libertà di circolazione interna all’Ue, di cui il Regno fa ancora parte.

Lucia Mosca

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