domenica, agosto 18, 2019
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Macerata: impiccato a testa in giù in piazza e come premio ai ragazzi che gli rompono la testa…. caramelle

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Gravissima provocazione a Macerata in Piazza Cesare Battisti, dove è stata allestita una forca sulla quale un manichino, appeso a testa in giù, rievocando l’impiccagione del cadavere di Mussolini a Piazzale Loreto a Milano, è stato mostrato alla cittadinanza e per di più ai ragazzi che distruggevano la testa del pupazzo e ai quali venivano erogate caramelle come premio, emulando il gioco della “Pignatta”.

Come tutti sanno, il cadavere di Benito Mussolini (morto fucilato dai partigiani a Tremezzina, in provincia di Como) venne trasportato, insieme ai corpi dell’amante Claretta Petacci e dei sedici giustiziati a Dongo, a piazzale Loreto a Milano. I corpi furono scaricati davanti a un benzinaio, lasciati a terra ed esposti all’odio popolare.

Verso le 7 del mattino, mentre i partigiani lasciati di guardia alle salme ancora dormivano, i primi passanti si accorsero dei cadaveri. Complice un passaparola, che in poco tempo attraversò tutta Milano, la piazza si riempì velocemente. Non era stata prevista alcuna misura di contenimento: nella calca le prime file di folla vennero spinte verso i cadaveri, calpestandoli e sfigurandoli. Molti insultavano, dileggiavano, sputavano e li prendevano a calci. Una donna sparò al cadavere di Mussolini cinque colpi di pistola per vendicare i cinque figli morti in guerra. Una squadra di Vigili del Fuoco, giunta con un’autobotte, lavò abbondantemente i cadaveri imbrattati di sangue, sputi, orina e ortaggi. A quel punto gli stessi pompieri trassero via dal centro della piazza i sette cadaveri più noti, issandoli per i piedi alla pensilina del distributore di carburante Standard Oil (poi Esso) che si trovava all’angolo tra la piazza e corso Buenos Aires e lasciandoli lì appesi a testa in giù.


La nefasta incitazione alla violenza e all’odio, con la macabra rievocazione del vilipendio dei cadaveri commesso all’epoca attraverso il manichino, con il pretesto di un ormai antistorico antifascismo, è stata organizzata in piena piazza Cesare Battisti a Macerata, già teatro di altre manifestazioni dichiarate antifasciste ma che sembrerebbero innescate più per distogliere l’attenzione degli italiani dai problemi più immediati ed urgenti.  Fenomeno, questo, che è esploso con determinazione inaudita dal ritrovamento del cadavere fatto a pezzi di Pamela Mastropietro, e, nello specifico, dopo la sparatoria ad opera di Luca Traini. La violenza, da qualsiasi parte politica provenga, che sia di destra o di sinistra, non è accettabile né giustificabile.

Che la provocazione intenda stimolare violenza è fuor di dubbio vista la scelta del tema e della data e potrebbe suscitare ripercussioni pericolose. Per non parlare dell’insegnamento trasmesso ai ragazzi, addirittura incitati a spaccare la testa al pupazzo per ricevere le caramelle.

Il 25 Aprile, e l’esposizione del cadavere di Mussolini sono i precisi riferimenti. Ovviamente chi ha organizzato tale iniziativa deve assumersi la responsabilità, ma ci chiediamo: chi ha autorizzato questa singolare, diseducativa manifestazione che incita alla più becera violenza? Questura, Prefettura, come mai non sono intervenute a bloccare questo scempio? In un momento di tensione per la tenuta sociale derivante da numerosi fattori, una scintilla del genere diventa di una estrema pericolosità. Che cosa sarebbe accaduto se qualche testa calda avesse reagito? Le continue provocazioni dei presunti ideologi antifascisti, rischiano di accendere derive di violenza incontrollabile.Ci si augura che le autorità preposte possano porre immediatamente termine a queste assurdità.

Ettore Lembo

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One thought on “Macerata: impiccato a testa in giù in piazza e come premio ai ragazzi che gli rompono la testa…. caramelle

  1. Bé, a Tarquinia il vicesindaco consentiva agli amici di scattarsi foto in fascia tricolore facendo il saluto romano davanti alla foto di Mattarella. L’amministrazione non ha nemmeno preso le distanze. Insomma, a Tarquinia w fascetta nera! Ma nessuno ne parla, solo i giornali locali

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