sabato, Luglio 31, 2021
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Democrazia o anti-democrazia? Uno stallo di governo a 5 stelle

Non si può non prendere atto sia della situazione di stallo, sia della totale impossibilità di costituire la formazione di un governo a distanza di due mesi dalle elezioni avvenute a marzo, che non hanno dato una maggioranza definita a causa di una legge elettorale ambigua. Il comportamento impositivo e non dialogante (fatta eccezione per la richiesta di un confronto sui temi) tenuto dal Movimento 5 Stelle, uscito dalle urne con il 32% di preferenze, ma non con la maggioranza, ponendolo di fatto al primo posto come partito, ma al secondo posto rispetto alla coalizione di Centrodestra con il 37% delle preferenze, ha bruciato tempo prezioso non solo non risolvendo i problemi dei cittadini, specialmente di quelli che li hanno votati, ma addirittura tradendo le aspirazioni di coloro che, vessati da una crisi economica ormai conclamata, auspicavano un aiuto da loro fortemente promesso in campagna elettorale.

Promesse, queste, che hanno virtualmente spaccato l’Italia in due, evidenziando l’impossibilità di poter essere produttivi al sud per mancanza di aziende, industrie ed evidenziando così la tendenza a ripiegare su un assistenzialismo tipico della sinistra. Tuttavia c’è anche un sud che vorrebbe essere produttivo e che non trova lavoro, che andrebbe incentivato.  La strategia tenuta dai Pentastellati per raggiungere una ipotetica maggioranza numerica è però fallita nel confronto con il centrodestra. Irrispettoso nei confronti degli elettori il voler rompere ad ogni costo una coalizione forte e votata, che, pur non raggiungendo la maggioranza, ha ottenuto il miglior risultato. Fallita la possibilità di accordo, ecco che i grillini si sono rivolti al Partito Democratico, certamente più affine ideologicamente.

Una grande apertura l’aveva data il “reggente” del PD, dal momento che il Segretario politico ha rassegnato le dimissioni, che entreranno in vigore contestualmente alla formazione del nuovo governo. Ma ecco il ritorno dell’eterno dimissionario mai dimissionato, il quale, smentendo il “reggente”, asserisce pubblicamente che giammai farà un accordo di governo con il M5S, lasciando di fatto il leader grillino, che già si vedeva Presidente del Consiglio,  con un “cerino in mano”. Consapevoli tutti che vi è bisogno di un governo, e che il popolo ha scelto, ribadendo tale scelta con il voto espresso in Molise ed in Friuli, la riflessione è d’obbligo.  Di fatto il centrodestra tutto ha dimostrato serietà e unione , volontà di dare risposte, mentre PD e M5S non stanno facendo altro che lasciare l’Italia in balìa di se stessa in uno stallo aberrante.

Ettore Lembo

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