lunedì, Ottobre 18, 2021
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Pamela Mastropietro, il giorno del dolore. Lo zio: “Ti ho rinnovato la promessa che andrò fino in fondo. Fino alla fine”

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Oggi, per la famiglia di Pamela Mastropietro, è il giorno del lutto e del dolore. Non è il giorno della polemica e delle rivendicazioni. Ma la necessità di avere giustizia è ineluttabile, imprescindibile. La giustizia, ad oggi, non è ancora arrivata. Ma la Procura di Macerata, sotto la guida del Procuratore Giovanni Giorgio, è ben intenzionata ad ottenerla. Sono tre i nigeriani in carcere in relazione al delitto: Innocent Oseghale, Desmond Lucky e Lucky Awelima. Innocent Oseghale, nuovamente interrogato in seguito alla notifica dell’accusa di omicidio in concorso, continua a professarsi innocente, ma esistono prove schiaccianti a suo carico. Sono state inoltre messe agli atti intercettazioni ambientali che parlano chiaramente di violenza sessuale ai danni della giovane romana, uccisa e fatta a pezzi in maniera bestiale, chiusa in due valigie per poi essere rinvenuta cadavere nelle campagne di Pollenza. Sulla base del raziocinio e della logica, sono pochi i dubbi che si possono avere su quanto è accaduto. E sono queste le stesse certezze esplicitate negli ultimi giorni dal Procuratore Giovanni Giorgio: “Pamela Mastropietro è stata uccisa a seguito della violenza sessuale per cancellare le prove”.

“Hai meritato il Paradiso e non tutti se lo possono permettere. Anche se ti hanno fatto un male atroce tu sei viva alla faccia di tutte quelle persone che ti hanno massacrata”. Queste le parole usate da Alessandra Verni, mamma di Pamela, durante la cerimonia funebre a Roma.  “Ciao amore mio, mi manchi da morire. Quello che ti hanno fatto è disumano, è un dolore atroce, è una lama che si conficca nel cuore e te lo spacca a metà”.

“E così te ne vai…ti riportiamo nella tua città, dove domani ti accompagneremo nel tuo ultimo viaggio terreno. Tante persone a salutarti,oggi. Alcuni,in lacrime, gridavano di vergognarsi di essere di Macerata, o di Corridonia. Io vi dico…noi vi diciamo…che non vi dovete vergognare voi di essere di Macerata o di Corridonia, ma che certe persone lo siano. Voi,con la vostra presenza, avete testimoniato l’orgoglio di una città che è stata e che deve tornare ad essere una città di Pace. Grazie per esserci stati e grazie a coloro che ci saranno domani. Io, baciandoti un’ultima volta sulla fronte gelida, ti ho rinnovato la promessa che andrò fino in fondo.Fino alla fine”. Queste le frasi pubblicate nella giornata di ieri sul proprio profilo Facebook da Marco Valerio Verni, zio di Pamela ed avvocato della famiglia.

Pamela Mastropietro era una giovane donna, che è stata tradita dallo stesso mondo di cui ingenuamente si fidava. Stava cercando di risolvere i suoi problemi. E’ stata bestialmente violentata, uccisa, fatta a pezzi, come se nulla fosse. Come se non fosse importante. Pamela è ormai un simbolo. Il simbolo della lotta ad ogni forma di violenza. E’ il simbolo della salvaguardia del valore della vita.

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