sabato, Settembre 25, 2021
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Dal governo balneare al voto balneare

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Giornata intensa di consultazioni, quella di ieri, ultimo rush a detta del Presidente Mattarella, prima di decidere a chi affidare l’incarico di governo. Anche su queste pagine, fino a qualche giorno fa si paventava l’ipotesi di un governo balneare che fosse un misto di garanzia e responsabilità, affidato ad una figura politica di secondo piano, nell’arcipelago del centrodestra, che si occupasse delle materie più urgenti come la redazione di una nuova legge elettorale, la riforma delle pensioni e lo scongiuro dell’aumento dell’IVA. Ipotesi sfumata? Non ancora, ma le dichiarazioni dei due vincitori relativi delle elezioni politiche del 4 marzo fanno paventare l’ipotesi del voto anticipato. L’unica ipotesi che, tra l’altro, li vede in perfetta sintonia.

La prima finestra utile per tornare alle urne sarebbe quella dell’8 luglio (o la domenica successiva, il 15 luglio). Sarebbe uno scenario abbastanza inedito, nella storia elettorale del Paese, che non ha mai sperimentato quello che già viene soprannominato “voto balneare” e che potrebbe rivelarsi un grandissimo flop, per la scarsa affluenza data sia dalle calure estive, sia dal malcontento dei cittadini, che sarebbero chiamati ad esprimersi sulla composizione del parlamento per la seconda volta in pochissimi mesi. Tra l’altro con la vituperata legge elettorale del Rosatellum, bocciata all’unanimità dagli schieramenti politici e dagli opinion leader mediatici. Che si apra un altro scenario ed una polarizzazione dei voti in favore di Lega e Movimento 5 Stelle è una proiezione che ad oggi, rispetto ai sondaggi di gradimento dei partiti, ci sentiamo di escludere. Ma in mezzo ci sarebbero due mesi di intensissima campagna elettorale che potrebbe anche ribaltare i pronostici.

I commentatori più maliziosi, invece, parlano di colpo di teatro dei due leader, per scongiurare l’ipotesi di una vera alleanza politica, che potrebbe indebolirli entrambi. La palla torna quindi a Mattarella ed ai presidenti delle Camere (a udienza mentre si scrive questo articolo) e la ricerca di una figura terza che possa mettere d’accordo i vincitori rimane una via da percorrere. Per scongiurare definitivamente l’ipotesi del voto anticipato il presidente della Repubblica potrebbe tuttavia temporeggiare ancora per qualche giorno, in modo da superare i tempi “tecnici” per la chiamata alle urne prima dell’autunno e prolungare ancora il governo Gentiloni, che ormai si muove per inerzia.

Andrea Zappelli

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