martedì, Aprile 20, 2021
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Val di Sangro, necessario un reale processo di sviluppo ecosostenibile del territorio

Mazzocca: «Sull’ipotesi di reviviscenza dell’impianto ex CIAF da parte di una nuova società, incombono ancora diverse criticità, a partire dalla ubicazione, vista l’area passata da zona industriale a zona artigianale-commerciale, dunque inadatta ad ospitare emissioni altamente inquinanti».

«Le iniziative che si vogliono sviluppare ad Atessa, in Val di Sangro, promosse da privati, sono in contrasto con i progetti che la Regione, attraverso il Piano di Gestione Integrata dei Rifiuti, ha di recente approvato. Infatti l’obiettivo che l’esecutivo regionale vuole raggiungere è dotare la nostra regione di un’impiantistica, soprattutto pubblica, che sia in grado di rendere l’Abruzzo autosufficiente nella gestione della filiera del riciclo e del riuso e del recupero di materia. Ciò che non vogliamo è che aree abitate del nostro territorio, con vocazione produttiva, turistica o agricola di qualità, vengano utilizzate per insediamenti dedicati a trattare rifiuti provenienti in massima parte da fuori regione in quanto decisamente sovradimensionati rispetto alle esigenze del nostro territorio».

Con queste considerazioni il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale Mario Mazzocca è intervenuto nella discussione aperta dal Sindaco di Atessa, subito seguito da altre Amministrazioni comunali, comitati di cittadini e associazioni ambientaliste sulla proposta di riaprire la CIAF per lo smaltimento di fanghi industriali, da parte di Ecoeridania SpA di Genova, nonché su quella della ditta Eugenio Di Nizio di Mafalda (Campobasso) per la sterilizzazione di rifiuti infettivi e altro.

«Ho preso atto con grande attenzione delle motivazioni tecniche addotte dalle amministrazioni locali, dalle associazioni e dai cittadini a sostegno della loro contrarietà ai due progetti – conclude Mazzocca – e posso assicurare se ne terrà dovutamente conto nel processo di valutazione attualmente in corso negli organi previsti dalla legge. In ogni caso annuncio che parteciperò alla manifestazione del 19 maggio ad Atessa perché ritengo comunque che una politica che tenga al centro la sostenibilità ambientale nella Val di Sangro sia utile e necessaria per garantire un distretto di eccellenza riconosciuto a livello europeo».

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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