mercoledì, luglio 17, 2019
Home > Italia > Religiosi e praticanti: sempre di meno in Italia

Religiosi e praticanti: sempre di meno in Italia

E’ una società sempre più secolarizzata quella italiana. Lo si evince dai dati sulla pratica religiosa diffusi dall’Istat. In particolare la ricerca statistica ha preso in esame la frequenza alle funzioni nei luoghi di culto delle religioni presenti sul territorio nazionale. Nel 2016 sono stati solo 27,5 italiani su 100 ad aver frequentato una chiesa o altro ritrovo religioso almeno  una volta alla settimana. Per capire come sia in atto un cambiamento considerevole, basta pensare che dieci anni prima erano 33,4. Se andiamo ancora a ritroso vediamo che nel 2001, il primo anno con dati disponibili la cifra era di 36,4 su 100 persone. In particolare il crollo della pratica religiosa è riscontrabile tra i giovani, sempre meno attratti dai riti e funzioni proposti dalle confessioni religiose. Sempre nel 2016 si è calcolato che la fascia d’età che registra la partecipazione minore è quella dai 20-24 dove solo 13 su 100 frequentano una funzione settimanalmente. Che dire di quelli che non hanno mai messo piede in una chiesa o altro luogo dedito al culto almeno per 12 mesi? Nel 2001 erano 15,9 su 100. Nel 2006 la percentuale era salita al 17,2 per poi arrivare nel 2016 al 22,7. A livello regionale la frequenza è più assidua nel Sud. La regione che censisce più praticanti è la Campania (35,6%) seguita dal Molise (33,6%) e dalla Puglia (33,1%). Al contrario, si varcano poco con regolarità i luoghi sacri, in Toscana (17,2%) Valle D’Aosta (17,4%) e in Liguria (17,8).E’ sempre la Toscana a contare il maggior numero di persone che in un anno non praticano la religione con il 35,2%. Segue la Liguria con il34,7% e l’Emilia Romagna con il 31,2%.

Roberto Guidotti

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: