giovedì, maggio 24, 2018
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Indonesia, nuovo attacco kamikaze

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INDONESIA – E’ di almeno quattro agenti e sei civili feriti il bilancio del nuovo attacco kamikaze nella città indonesiana di Surabaya, dove stamani una motocicletta bomba è stata scagliata contro il quartier generale della polizia. Ieri attentati suicidi in tre chiese della città hanno ucciso almeno otto persone, oltre alle sei della stessa famiglia che hanno effettuato gli attacchi; 41 invece i feriti.

L’Isis potrebbe aver perso la maggior parte del suo territorio in Siria e in Iraq, ma ha ancora la capacità di svolgere, o almeno influenzare, operazioni ben oltre il Medio Oriente, come è stato reso evidente ancora una volta questo fine settimana.

Un accoltellatore, dopo aver gridato “Allah Akbar”, ha attaccato pedoni a caso a Parigi, uccidendo una persona e ferendone quattro prima di essere ucciso dalla polizia. L’aggressore, l’immigrato ceceno Khamzat Azimov, aveva registrato un video sul cellulare in cui prometteva fedeltà all’Isis.

Un’operazione molto più letale e più complessa ha avuto luogo invece in Indonesia ieri, dove attentatori suicidi hanno fatto esplodere esplosivi in ​​tre chiese intorno a Surabaya, la seconda città più grande del paese. Gli attacchi, che hanno chiaramente colpito la considerevole minoranza cristiana della città, hanno ucciso sette persone – esclusi gli aggressori – ferendone 41.

L’attacco è stato condotto da una famiglia di sei persone: Dita Oepriarto, sua moglie, Puji Kuswati e i loro quattro figli. Secondo la polizia, i due figli di 16 e 18 anni hanno guidato motociclette agganciate a bombe verso una chiesa ieri mattina e fatto esplodere il carico. Dita Oepriarto ha quindi lasciato sua moglie e le sue figlie di 9 e 12 anni in una seconda chiesa, dove si sono fatte saltare in aria. Oepriarto ha quindi guidato il suo minivan dotato di esplosivi sul terreno di una terza chiesa, dove ha scatenato l’esplosione finale. Si pensa che i genitori appartenessero a Jamaah Ansharut Daulah, un gruppo terroristico indonesiano il cui leader aveva promesso fedeltà all’Isis nel 2014.

L’Indonesia ha fatto un enorme sforzo per respingere il terrorismo dopo l’attacco di Bali del 2002, il peggiore nella storia del paese, e ha ottenuto un certo successo – con alcune eccezioni. Come riporta il New York Times, l’attacco di ieri è giunto giorni prima del mese sacro del Ramadan, quando l’Isis abitualmente intensifica gli attacchi. Gli analisti sostengono che se è in grado di effettuare attacchi significativi, come ha fatto durante il Ramadan negli ultimi tre anni, ciò indicherebbe che rimane una potente minaccia, malgrado le perdite territoriali. (Foto Getty Images)

Lucia Mosca

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