mercoledì, Aprile 14, 2021
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Italia: il popolo ha deciso, l’Europa ha ordinato, l’Informazione distrae e… l’arbitro è … Don Abbondio?

A distanza di quasi tre mesi dal voto degli Italiani non solo non si è avuta la nomina del governo, ma la sua formazione sembra essere messa in serio dubbio per le diversità tra coloro che sono arrivati primi alle elezioni, ma secondo due criteri diversi, motivo per cui non è stato sancito un vero vincitore, e quindi siamo in presenza di due formazioni con idee e visioni diametralmente opposte. Di sicuro bisogna riconoscere che il popolo ha dato delle indicazioni precise, che se confrontate con precedenti consultazioni, anche di altro genere, è inequivocabile ogni tipo di interpretazione. Di sicuro è estato bocciato pesantemente il precedente governo su tutta la linea, interna ed esterna, economica e non.

Diversi i segnali che sono arrivati già dal referendum del 2016, con la totale e plebiscitaria bocciatura di quanto proposto. Bocciatura che avrebbe dovuto far si che la linea politica seguita fino ad allora venisse radicalmente modificata. Invece no.  A poco é servito l’astensionismo in altre tornate elettorali di tipo regionale, che lasciava fortemente intravedere una sensibile avversione verso chi esercitava il potere.

Il voto delle politiche del 4 marzo 2018, tanto attese da tutta la popolazione, ha dimostrato inequivocabilmente e fondamentalmente la grande voglia e determinazione di cambiamento di sistema e di governo. Il risultato di assoluta bocciatura non di un partito ma di tutta un’intera area del parlamento non lascia alcun dubbio sul volere degli Italiani. Quasi annullata l’area di sinistra, che ha guidato il paese fino alle elezioni, e totalmente bocciata la politica europeista delle grandi austerità che ha condizionato la vita economica e sociale degli ultimi anni, e bocciata anche la politica estera fatta di una indiscriminata e incontrollata immigrazione, facendo prevalere quei gruppi, che certamente vorrebbero un’Europa diversa oltre che una politica più vicina ad i disagi dei cittadini.

Questa scelta, molto forte e decisa, non è assolutamente accettata da chi, dall’alto dell’Europa e del suo potere,  si presume conosca molto poco l’Italia e le condizioni in cui stanno vivendo gli Italiani che, nonostante i presunti proclami di miglioramento, vivono sempre peggio.

Ecco così i moniti, che vengono continuamente lanciati affinché non si cambino le politiche governative adottate fino ad ora, anzi si invita sempre più ad una politica austera e rigorosa costringendo di fatto ad un aumento del disagio della popolazione oramai veramente vessata e sottomessa, e per di più si richiedono politiche che lascino sempre maggiore spazio ad una immigrazione incontrollata.

Di sicuro l’informazione, che avrebbe il dovere di favorire i dibattiti per far rilevare i disagi reali e fare in modo di suggerire e far nascere la possibilità di concrete e percorribili strade che possano portare ad alle dovute soluzioni, si interessa più a fattori ideologici che favoriscono una forma di “ Tifo da Stadio” a favore di quelle forze politiche che hanno perduto le elezioni e che si vorrebbero sdoganare e rimettere in gioco, per tornare al potere, distraendo l’opinione pubblica con scommesse , divorzi, liti e ipotetici tradimenti tra le forze vincitrici delle elezioni, quasi a voler additare alla incapacità dei soggetti l’impossibilità di prendere la guida del paese, piuttosto che alle reali ed oggettive difficoltà.

Lo stesso arbitro si pone in maniera dura di fronte a certi temi, ma al contempo dà modo a M5S e Lega di avere più tempo per risolvere i problemi legati alla nascita del nuovo governo, pur manifestando in qualche modo la propria contrarietà.  

Sembrerebbe così di rileggere uno dei brani più belli di un grande romanzo Italiano, dove un povero curatolo di campagna, dovendo obbedire a degli ordini che imponevano, disse: “ Questo matrimonio non sa da fare”. Così, in questo caso, “Questo Governo, non sa da fare”.

Ettore Lembo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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