sabato, Ottobre 16, 2021
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Correre o camminare: che cosa è meglio per dimagrire?

Quando si parla di allenamento dimagrante, si deve tener conto dell’importanza di un’impostazione dei parametri del carico finalizzata ad una programmazione utile ed efficiente e questo può essere fatto attraverso l’innalzamento del costo energetico. Per costo energetico intendiamo i ml di ossigeno utilizzato per la quantità presa in considerazione (es.: kg o metro), ossia quanto costa effettivamente spostarsi. Entrando più nello specifico, il costo energetico può essere definito come il dispendio in ml di ossigeno per kg al minuto (ossigeno consumato nel tempo).
L’applicazione pratica di questo concetto, con finalità legate al dimagrimento, rappresenta la base dell’organizzazione dell’esercizio, parlando esclusivamente di locomozione e corsa.
Il costo energetico del cammino dipenderà dalla velocità: ad una certa velocità (es. 2,5 – 3 km / h) la spesa sarà minore; man mano che aumenterà la velocità, il dispendio energetico aumenterà ed ogni incremento costerà in un certo modo.  Le differenze di velocità utilizzate per percorrere una certa distanza avranno costi diversi.  Questo ragionamento ci fa capire come il nostro corpo, essendo una macchina perfetta, ci porterà a percorrere una certa distanza alla velocità che ci costerà meno.
Il costo della corsa è invece indipendente dalla velocità. In questo caso, sia che si proceda velocemente o che si proceda più lentamente, il dispendio energetico sarà sempre uguale. Quello che influenzerà il costo della corsa sarà il tempo di percorrenza ed anche la potenza che applicherò per un determinato lasso di tempo per coprire una certa distanza. In sintesi, se aumenta la distanza di conseguenza si consumerà di più. Diversamente dalla camminata, il cui percorso può essere paragonato ad un cubo con baricentro che si alza e si abbassa, la corsa è un movimento biomeccanicamente magico. Essa è infatti più assimilabile ad una palla che rimbalza, schiacciandosi e sfruttando l’elasticità dell’impatto (ricordiamo che l’elasticità è data dai meccanismi dei tendini e dei legamenti).
Detto questo, parlando di dimagrimento, un soggetto che deve perdere peso (inteso come massa grassa in eccesso) dovrà cercare di camminare ad una velocità tale da far risultare l’esercizio più dispendioso dal punto di vista energetico. In termini pratici, la velocità da prendere in considerazione è quella alla quale si inizierebbe a correre (la classica camminata forzata quando si ha fretta).
Questo approccio rappresenta una tipologia di allenamento aerobico per i soggetti poco abituati o che si avvicinano per la prima volta all’attività fisica o che hanno bisogno di un ricondizionamento tale da permettere loro di incrementare la propria forma e lavorare in sicurezza.
Un soggetto allenato dovrà invece aumentare la velocità, preferendo quindi la corsa. Questa scelta viene fatta perché, considerando la stessa quantità di tempo, consumerà di più ed avrà inoltre la possibilità di variare i mezzi allenanti e i parametri del carico, ottimizzando la capacità cardiovascolare e migliorando l’efficienza d’utilizzo dei substrati energetici.

Cristian Santori