lunedì, Ottobre 25, 2021
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Lega-5 Stelle, Giuseppe Conte è il candidato premier. Contratto, cosa dicono i sondaggi?

“Oggi possiamo dire che siamo di fronte a un momento storico. Abbiamo indicato il nome di Giuseppe Conte al presidente della Repubblica. Un nome che può portare avanti il contratto di governo. E sono particolarmente orgoglioso di questa scelta. Giuseppe Conte sarà un premier politico di un governo politico, indicato da due forze politiche, con figure politiche al proprio interno. E soprattutto con il sostegno di due forze politiche votate. Senza cambi di casacca, senza persone che vengono dal gruppo misto e che entrano in altri gruppi. Non era questo lo spirito che volevamo dare al governo. Sono molto orgoglioso di questo nome perché è la sintesi del MoVimento 5 Stelle: non vesserà il popolo italiano. A chi dice che non è stato eletto, rispondo che Giuseppe Conte era nella mia squadra, lo hanno votato 11 milioni di italiani.

Ovviamente il nostro obiettivo era ed è migliorare la qualità della vita degli italiani e in questi 80 giorni abbiamo imposto un metodo: prima si è discusso di temi e poi di nomi. Le questioni degli italiani vengono prima di ogni cosa. Sono orgoglioso di aver portato al governo il nostro programma elettorale, ci sono le 5 stelle, ci sono i nostri 20 punti e tante soluzioni alle sofferenze degli italiani: dal Reddito di Cittadinanza al superamento della legge Fornero, a più spazi di bilancio in Europa, dalla lotta al gioco d’azzardo, al superamento della buona scuola, alla sanità, con la meritocrazia per chi è a capo degli ospedali. Ci sono le grandi battaglie storiche del MoVimento 5 Stelle, come l’acqua pubblica

Come capo politico del Movimento posso dire che abbiamo lavorato notte e giorno per portare a casa questo risultato. A chi ci critica dall’estero dico: fateci partire prima. Poi ci criticate, ma almeno fateci partire.

Siamo pienamente soddisfatti del lavoro, nei prossimi giorni speriamo che si possa iniziare questo nuovo percorso per la Repubblica. Sono stati 80 giorni in cui ne è valsa la pena prendere tempo perché finalmente nasce la terza Repubblica. Il nostro governo sarà inaspettato ma votato, perché non si basa sui cambi di casacca. Nascerà intorno a una contrattazione al rialzo. Se il presidente Mattarella valuta giusto il nome, allora sarà un governo politico che mette al centro le questioni politiche”. Così Luigi Di Maio su Facebook e sul Blog delle Stelle. Nel frattempo, come c’era da aspettarsi, sono piovute una serie di critiche da destra a sinistra e riesumati esponenti politici di cui si erano perse le tracce sin dalla notte del 4 marzo. Insomma, il programma sembrerebbe non accontentare nessuno. Ma cosa ne pensano invece gli italiani? Ce lo dice un sondaggio realizzato dall’agenzia Demos, proprio in questi giorni.

Se non è possibile intercettare l’opinione sul programma di governo, possiamo tuttavia osservare gli indici di gradimento dei leader dei partiti. E questi danno un vincitore inequivocabile: Matteo Salvini. Il leader del carroccio sale dal 50% del gradimento al 52% di questi giorni, scalzando Gentiloni che passa dal 52 al 48%. Al terzo posto troviamo Di Maio con il 42% in leggero calo rispetto alle ultime rilevazioni. A metà classifica troviamo i leader di secondo piano rispetto alle attuali trattative sul governo: Emma Bonino, gradita al 40% degli intervistati e seguita da Giorgia Meloni al 35% (che perde 5 punti rispetto al mese scorso), poi Martina che passa dal 35 al 29%. Chiudono la classifica Berlusconi con il 29%, Beppe Grillo con il 27% ed infine Grasso con il 25%. L’ultimo posto va a Renzi che è in continuo calo dal 4 marzo, attualmente fermo al 24%.

E i partiti?

Lega in continua crescita, dal 4 marzo ha superato il Partito Democratico e ora supera la soglia del 22%. Il Movimento 5 Stelle invece si trova per la prima volta sotto il risultato elettorale, probabilmente a causa dell’elettorato di sinistra che ha voltato le spalle a Pd e LeU sperando nel cambiamento penta stellato e che vedono ora il leader Di Maio fare un accordo politico con Salvini, considerato il leader della destra Lepenista. Fratelli D’Italia e Liberi e Uguali salgono e scendono di poco, rispetto alle elezioni, anche a causa del ruolo marginale cui sono assegnati dall’agenda politica. Diverso è il caso di Forza Italia, che dopo un calo iniziale, a recuperato qualcosa probabilmente anche grazie alla riabilitazione politica di Silvio Berlusconi. Il Pd invece non registra grosse variazioni se non un calo strutturale, legato probabilmente al ruolo secondario nelle trattative.

Lucia Mosca/Enrico Bolzan

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