domenica, Gennaio 23, 2022
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Alessandro Avenati, fissata per il 19 giugno la restituzione del figlio. Ma si teme una manifestazione popolare

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E’ stata fissata per il 19 giugno l’ennesima esecuzione relativa alla restituzione del figlio di Alessandro Avenati al padre. Tuttavia i timori che possa fallire anche questa volta non sono pochi. In effetti, come riferito dallo stesso Avenati, si teme una nuova manifestazione popolare in Croazia, in quanto il luogo che è stato preposto per l’esecuzione è l’abitazione di Nina Kuluz, mamma del bambino. La donna ha visto di recente respinto il quarto ricorso di opposizione dal tribunale di Zagabria. Tuttavia, malgrado le sentenze siano tutte favorevoli al padre, il bimbo non ha ancora fatto rientro in Italia. Il padre si dice disperato. E teme che anche questa volta il tutto si concluda con un nulla di fatto. Ma c’è di più. Ha paura per la propria incolumità. Non si è fatto molto finora da parte delle autorità italiane perché l’uomo potesse riabbracciare il figlio rapito anni fa.  Tra l’altro, l’ultima volta che Alessandro Avenati si è recato in Croazia per riabbracciare il figlio, per lui è scattato l’arresto per violenza domestica nei confronti la ex per dichiarazioni rese attraverso i social. In sostanza, é riuscito a vedere il bimbo per circa un’ora alla presenza dei servizi sociali. Poco dopo è avvenuto l’arresto. Rilasciato dopo un paio d’ore, l’uomo è dovuto però rientrare in Italia senza il figlio. Le decisioni dei giudici a favore di Avenati sono state sempre motivate dal fatto che, malgrado le accuse rivolte al padre del bambino fossero oltremodo pesanti, la donna non è riuscita a portare alcuna prova che potesse dimostrare che il bimbo non doveva stare col padre. E inoltre Nina Kuluz, lo ricordiamo, a conclusione del processo a Torino per sottrazione di minore, è stata condannata in primo grado a 3 anni e 4 mesi con sospensione della potestà genitoriale. ll 9 aprile 2011 Alessandro Avenati denunciò alla Stazione Carabinieri di Moncalieri (To) la sottrazione del minore da parte della madre che, secondo le sue informazioni, aveva fatto ritorno nella città di Spalato. Immediatamente vennero attivate le rispettive autorità giudiziarie e i canali diplomatico-consolari per il rintraccio della donna e del piccolo, che è avvenuto solo anni dopo. Tuttavia, da allora, il bimbo è rimasto a vivere in Croazia con la madre.  Il 27 giugno scorso era saltata per la prima volta la restituzione del figlio a causa dell’assenza dello psicologo e dell’interprete. E da allora è stato un susseguirsi di rinvii. Dopo quella data, Nina Kuluz ha sporto denuncia contro il padre del bimbo per violenza familiare relativamente a presunte affermazioni diffamatorie nei suoi confronti. Così, dopo che è slittata per l’ennesima volta l’esecuzione delle disposizioni di tribunale che vorrebbero che il bambino stesse col padre, Avenati si è dovuto anche difendere dalle accuse della ex.

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