lunedì, Ottobre 25, 2021
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Fausto Filippone, perché sterminare l’intera famiglia? Venerdì i funerali di mamma e figlia

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Si terranno con grande probabilità venerdì, dopo il nulla osta della magistratura, i funerali della moglie e della figlia di Fausto Filippone, l’uomo che, domenica, ha lanciato dal ponte del viadotto la bimba di 10 anni dopo aver spinto (sarebbe questa la conclusione a cui si arriva a seguito delle prime indiscrezioni relative all’autopsia) la sua compagna di vita giù dal balcone della loro abitazione. A rivelarlo all’ANSA il fratello della donna, che però non se la sente di comunicare il luogo delle esequie. Il dolore per quanto accaduto in lui è terribile e di vivere anche l’esperienza con la stampa non se la sente. Giustamente. Certe vicende vanno trattate con rispetto. Si parla di una famiglia sterminata, padre, madre e figlia. Non ci sono parole che siano in grado di esprimere il dolore, l’orrore, lo sbigottimento che questa storia suscita nel cuore. Che cosa può essere scattato nella mente di quest’uomo, privo di problemi economici, con una famiglia ed una vita assolutamente normali?

“La morte della madre è stato uno dei fattori che hanno provocato la decisione di Fausto Filippone”, ha dichiarato lo psichiatra che per sette ore ha tentato di convincere l’uomo a non gettarsi nel vuoto. “Ha detto – spiega  – che la sua vita era irreversibilmente iniziata a cambiare in termini intollerabili 15 mesi prima”. Secondo lo psichiatra, l’uomo fino alla fine ha voluto portare a termine il suo piano: “Mi sono trovato davanti a un muro. Nella mente di Filippone tutto era già finito”.

Fa riflettere anche la testimonianza del medico che ha prestato i primi soccorsi alla moglie dell’uomo. Stava uscendo proprio dalla palazzina dell’orrore quando si è trovato di fronte il corpo della donna in un lago di sangue. Da qui la segnalazione al 118, già allertato da una residente della zona. Filippone era lì e diceva “Che tragedia!”. A quel punto il medico gli chiede chi fosse e lui dichiara di essere il marito. Stando a quanto riferito dal medico, l’uomo sarebbe stato molto nervoso. Avrebbe rappresentato inoltre al dottore la propria necessità di andare a prendere sua figlia, che si trovava a casa di familiari. Come se la cosa non lo riguardasse in prima persona.

La perdita della madre lo ha di certo destabilizzato. Ma c’è sicuramente dell’altro. E poi, l’interrogativo che tormenta più di ogni altro è: perché sterminare l’intera famiglia? In lui ci deve essere stato per diverso tempo un sentimento latente e sordo, ma che si è insinuato in maniera sempre più prepotente nella sua testa. Non ci azzardiamo a fare ipotesi che solo gli inquirenti, alla luce e sulla base di dati e fatti concreti, potranno avanzare. Si può ora solo parlare di sensazioni. E la sensazione è che quest’uomo, una persona perbene, priva di problemi di natura psichiatrica, ad un certo punto abbia iniziato ad alienarsi dal proprio contesto familiare fino a sentirlo estraneo. Come se prima si fosse alienato da se stesso per poi non sentirsi più, nel profondo, padre e marito. Forse il trauma della perdita della madre, forse altro. Non lo sappiamo. Di certo quello che sconcerta è che quest’uomo, dalla vita normale e all’apparenza perfetta, ha provocato una tragedia di tali dimensioni che nessuno noi potrà dimenticarla. Almeno non per ora.

Lucia Mosca

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