giovedì, Gennaio 28, 2021
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Elettori italiani…. contenti e gabbati

Che gli italiani attendessero un Primo Ministro che fosse espressione del voto, era cosa risaputa ma di difficile attuazione e proprio per questo bisognava trovare il sistema per accontentarli, anche perché qualsiasi altra soluzione che l’Europa avesse imposto avrebbe potuto avere pericolose ripercussioni, dal momento che fino alle votazioni per troppo tempo il premier non era stato scelto dai cittadini. Tuttavia i due schieramenti che hanno vinto parzialmente le elezioni si trovano lontano tra loro anni luce e giammai avrebbero potuto aggregarsi per dare una stabilità ad una nazione, rimanendo intatte le formazioni, trovandosi con programmi ed idee opposte e contrarie. L’unica forza molto vicina ad uno degli schieramenti con il quale si sarebbe potuto formare un eventuale Governo, analizzandole le caratteristiche, ma talmente logorata da lotte intestine, non sarebbe disponibile prima del prossimo settembre/ ottobre, dopo cioè congressi e ricostruzioni che probabilmente daranno nuova linfa emarginando o escludendo la parte che ne ha provocato il collasso.

Un ulteriore “governo del Presidente”, soluzione pensata per eseguire i compiti che l’Europa ci impone, avrebbe creato malumori non facilmente gestibili, così come l’andare nuovamente al voto in estate e quindi in periodo di ferie e senza cambiare la legge elettorale che ha determinato questa incredibile situazione. Ecco allora che diventa fondamentale isolare la forza principale di quella coalizione che, pur risultando prima al voto, non ha raggiunto la maggioranza e non può quindi governare. Operazione, questa, iniziata all’indomani delle votazioni, quando i numeri erano ben chiari come anche l’impossibilità di formare un governo. Con una precisa azione di marketing si è così arrivati alla combinazione Movimento 5 Stelle/Lega. Tuttavia ora bisogna chiedersi: come sarà possibile rappresentare tre concezioni di governo in parte o totalmente discordanti tra di loro?

La prima concezione è quella promulgata dall’Europa, nota a tutti e non gradita a molti italiani.  La seconda visione è quella del Movimento 5 Stelle, che è molto vicina alla visione della sinistra, e che va dal reddito di inclusione alla apertura sui temi dell’immigrazione e, dopo accurate rivisitazioni, al rispetto del volere imposto dalle banche e dei trattati europei ed economici. Quindi, velatamente a favore dell’Europa. La terza visione, contrastante totalmente con le altre due, è quella della Lega, che vorrebbe la rinegoziazione dei trattati internazionali, la rinegoziazione delle regole bancarie, una fiscalità equa ed autonoma, una giustizia diversa, e una regolamentazione drastica dell’immigrazione con immediata espulsione dei clandestini che non hanno diritto a rimanere in Italia. Appare evidente che, mentre in questa fase, presi dai vari entusiasmi è facile trovare degli accordi, dopo la formazione del governo ed espletate le prime operazioni “imposte” dai trattati europei, il M5S farà prevalere il proprio peso che ricordiamo essere del 32%, imponendo la propria visione opposta e contraria a quella della Lega. La rottura a quel punto diventa inevitabile frutto di una normalissima deduzione.

Chi dovesse tuttavia credere che a quel punto si andrà alle elezioni, è molto probabile che verrà smentito da un  accordo, che ristabilirebbe l’equilibrio tra forze in campo simili e cioè il Movimento 5 Stelle, che ricordiamo è una forza a trazione di sinistra, e quello che verrà fuori dal Partito Democratico, Liberi e uguali e tutte quelle altre forze di sinistra che nel frattempo avranno avuto modo di riorganizzarsi dopo la sonora batosta ottenuta alle scorse elezioni. Certo stiamo parlando di ipotesi: nessuno è in grado di prevedere la realtà futura. Tuttavia sono delle ipotesi che potrebbero rivelarsi molto veritiere. Il popolo, che ha fatto scelte precise, che voleva un Governo espressione di eletti e non di nominati, è stato parzialmente accontentato. Poco importa se anche questa volta è il frutto di un inciucio da parte di chi gridava di essere contro l’inciucio. Poco importa se le aspettative saranno totalmente disattese. Poco importa se è stato sviluppato un ulteriore programma che sa di albero della macedonia. Di sicuro il cittadino non potrà lamentarsi perché chi è eletto è chi è stato scelto da chi ha votato. Il cambiamento è avvenuto il popolo è stato ascoltato, ha scelto ed ha ottenuto. Peccato che sia stato gabbato.

Ettore Lembo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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