mercoledì, Agosto 12, 2020
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Sacerdote indagato per ricettazione di oggetti sacri: rubava opere d’arte dalle parrocchie

Sacerdote indagato per ricettazione di oggetti sacri e opere d’arte, denunciati con lui un collaboratore e un commerciante bresciano. Nella casa del ‘don’ a Borghetto d’Arroscia e nella cappella di una casa di riposo sono stati trovati 70 reperti rubati. L’operazione è dei carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale e dei colleghi di Pieve di Teco (Imperia). I militari sono arrivati a lui dopo aver ricostruito il viaggio della reliquia di San Giustino, patrono di Paganica (L’Aquila), rubata nel 1992 dalla locale parrocchia. Era in una casa d’aste parigina, arrivava da un antiquario che l’aveva acquistata da un commerciante bresciano il quale a sua volta l’aveva avuta dal sacerdote, già in servizio in Abruzzo. E’ emerso che in alcune parrocchie affidate al prete erano avvenuti furti di opere d’arte. Le perquisizioni al sacerdote hanno permesso di sequestrare beni tra i quali il dipinto raffigurante ‘San Pietro Celestino con attributi papali’ trafugato dalla basilica di Collemaggio dell’Aquila.  L’attività investigativa è iniziata nel 2015, quando nel corso dell’abituale monitoraggio del mercato antiquariale italiano ed estero, veniva attenzionata un’operazione di vendita sospetta, da parte di una nota casa d’aste di Parigi, relativa ad una preziosa reliquia di San Giustino. I seguenti controlli, attraverso la comparazione dell’immagine con quelle contenute nella Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti, gestita da questo Comando, hanno permesso di accertare che il bene corrispondeva proprio a quello asportato dalla chiesa aquilana.

Le successive indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica de L’Aquila, hanno consentito di rimpatriare, nel dicembre del 2016, l’importante reliquia, che è stata restituita alla parrocchia aquilana. La prosecuzione delle investigazioni, attraverso l’analisi della documentazione acquisita nel corso di attività svolte al di fuori dei confini nazionali e delle diverse perquisizioni eseguite, tra cui una anche a carico di antiquario di Montecarlo, permettevano di accertare che il bene era stato venduto da un commerciante di settore bresciano, il quale a sua volta lo aveva acquistato da un prelato locale e da un suo collaboratore, i quali avevano esercitato, precedentemente, le loro funzioni anche in Abruzzo.

Nel controllare le parrocchie presso cui il religioso aveva prestato il suo ministero, i militari del TPC verificavano che alcune erano state interessate da furti di opere d’arte. A seguito della perquisizione delegate dall’Autorità Giudiziaria, ad Imperia, presso la dimora dell’ecclesiastico, nonché presso una residenza per anziani in quella provincia, di cui il predetto risultava presidente del Consiglio Direttivo, venivano individuati molti beni chiesastici e sequestrati 30 oggetti di epoca compresa tra il XVIII e XIX sec., poiché risultati asportati dalla Chiesa di Borghetto D’Aroscia (IM) e da alcune parrocchie della provincia di Imperia, nonché il dipinto raffigurante “San Pietro Celestino con attributi papali”, rubato dalla Basilica di Collemaggio dell’Aquila, scomparso negli anni 2000, poco dopo il suo restauro eseguito dalla locale Soprintendenza.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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