mercoledì, Maggio 12, 2021
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Scontro istituzionale, tanto rumore… per nulla. A chi giova?

Non si sono ancora totalmente abbassati i toni sul pericoloso scontro istituzionale che si è venuto a creare tra la Lega, il Movimento 5 Stelle e Sergio Mattarella, che è già stato nominato il nuovo ipotetico premier, Carlo Cottarelli, certamente più gradito all’Europa ed al presidente della Repubblica. Nomina che vede un volto conosciuto e già utilizzato dal governo a guida PD in quanto Carlo Cottarelli si è già occupato di tagli di spesa per il governo Letta e a seguire per il governo Renzi. Quindi, piaccia o no, siamo al ritorno ad un governo di chiara matrice sinistroide, di austerità e compressione, come ben piace alla Germania ed alla Francia, nazioni trainanti dell’Europa. Ma piace anche a Mattarella, che non solo lo ha voluto ma che ne auspica la fiducia, prima di sciogliere le camere e far tornare gli Italiani al voto. Appare evidente che a questo punto è naturale chiedersi perché tante cose sono accadute e quale significato hanno, specialmente per chi ha seguito le vicende politiche ed in particolar modo quelle degli ultimi tempi.

Senza voler andare troppo indietro nel tempo, non si può non evidenziare che l’attuale Presidente della Repubblica è espressione di un Governo a guida PD, che non ha ottenuto l’avallo popolare attraverso elezioni, e subentra ad un precedente presidente di forte espressione di sinistra ed europeista, legato fortemente al Partito Democratico. Un altro elemento che fa riflettere è che, dopo il referendum del dicembre 2016, che segnò inequivocabilmente la bocciatura, non solo della nuova costituzione, ma anche del governo e delle sue scelte in toto, il Presidente, piuttosto che sciogliere le Camere, come era in suo potere, o dare vita ad un governo diverso che potesse occuparsi di varare una nuova legge elettorale, così come richiesto, diede mandato ad un nuovo premier riconfermando quasi tutti i ministri precedenti. In pratica ignorò totalmente l’indicazione precisa e netta che il popolo aveva dato democraticamente.

Il voto del 4 marzo, come prevedibile, non ha creato alcun  vincitore,  ma un fritto misto tra sistema proporzionale e maggioritario. Non è stata data la possibilità di governare al centrodestra, che comunque aveva ottenuto come coalizione la più alta percentuale di voti e che quindi più si avvicinava ad una maggioranza. Il vero obiettivo sembrerebbe essere quello di un governo del Presidente, certamente per favorire ancora una volta il PD.

Certo nel momento in cui si è paventata la possibilità  di un governo tecnico del Presidente, l’ostinazione della Lega e del M5S ha sicuramente sconvolto i piani di chi, sia in Italia, ma anche in Europa, pregustava già un tacito ritorno del PD che altrimenti, dopo la sonora sconfitta ricevuta dal voto delle urne, sembrava destinato a scomparire. Ed ecco i veti, più o meno legittimi,  che hanno portato allo scontro istituzionale cui tutti siamo a conoscenza. Lascia perplessi la poca accortezza della Lega e del Movimento 5 Stelle, che avrebbero potuto e dovuto ovviare ad i veti con un pizzico di astuzia e freddezza, se realmente desideravano governare nell’interesse degli Italiani. Non si butta all’aria un governo per un solo nome.

Come ben sappiamo anche in passato si è parlato di possibile impeachment, ma mai è stata attivata la procedura, ed è strano che proprio ora qualcuno intenda chiederla, quando  sembra che la Costituzione dia a Mattarella la facoltà di porre veti sui ministri. Forse perché si è consapevoli che in questo momento manca il Comitato Parlamentare per i procedimenti di accusa, così come riporta una agenzia ANSA? Come mai si vuole intervenire su questo “veto”, e non si è intervenuto su problemi ben più gravi, come precedentemente rilevato? Forse perché siamo abituati a strillare ed a fare tanto rumore per nulla? Basta ricordare quante altre volte si è parlato di incriminare precedenti presidenti della Repubblica, e poi tutto è caduto nell’oblio. Del resto chi paga è sempre e solo il cittadino che, come abbiamo visto, non ha alcun peso e alcuna considerazione da parte di chi governa.

Ettore Lembo

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2018/05/28/mancano-giunte-per-avviare-impeachment_90eb23a5-211f-477a-b8b0-ab85e1a38934.html

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