mercoledì, Maggio 12, 2021
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Governo Italia: tanto tuonò che piovve

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Non si può non citare la celebre frase che la tradizione attribuisce a Socrate, sommo filosofo greco del 399 a.C. e principale ispiratore della tradizione filosofica occidentale. Nasce infatti un governo su cui non era facile scommettere.  Al Governo 5 Stelle/Lega bisogna riconoscere in primis la determinazione e la volontà, la caparbietà e la grande responsabilità da parte dei due leader che ne guidano le formazioni politiche; il Capo dello Stato, Sergio Mattarella,  ha dimostrato invece senza dubbio maturità e pazienza.

Un governo, questo,  composto da due contraenti che, analizzando programmi, filosofie e contenuti, poco o nulla avevano in comune. Il voto dei cittadini aveva dato indicazioni precise: cancellazione totale e bocciatura su tutti i fronti delle linee di condotta politica dei governi precedenti non eletti ma nominati; tuttavia non ha espresso una maggioranza, a causa di una discutibile legge elettorale. Si è rivelato infatti non realizzabile un governo della coalizione di centrodestra, in quanto, pur avendo raggiunto il massimo dei voti, non arrivava detenere la maggioranza. Di non concreta attuazione, allo stesso modo, anche il governo del M5S.  

L’unica possibilità razionale e logica sarebbe stata quella di formare un governo M5S/Partito Democratico con Liberi ed Uguali e le altre piccole forze della sinistra. Ma la sinistra ha deciso per il no, probabilmente con l’obiettivo di rompere la coalizione tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’ Italia, per tornare così al voto ma con un centrodestra sfaldato e con lotte intestine.

Operazione non riuscita. I leader di Lega e M5S hanno lavorato insieme ai loro collaboratori cercando in brevissimo tempo di costruire un governo con un programma, o contratto, come loro preferiscono chiamarlo, e con dei ministri per dare una guida al popolo italiano, finalmente politica e non tecnica, o di non eletti come avvenuto dal 2012 in poi. Poi c’è stato lo stop sul nome del ministro all’Economia.  Si è così ripresentata la prospettiva di un nuovo governo tecnico e saggiamente il Presidente aveva già individuato a chi affidarne la formazione, contando sulla fiducia della sinistra che ne aveva dichiarato l’appoggio.

Ma si sa, pur non avendo la fiducia, il nuovo governo avrebbe tolto la possibilità a quello uscente di poter attribuire le nomine di enti e partecipate che hanno un peso e che spesso guidano le decisioni economiche dell’Italia, motivo per cui, la sinistra dichiara di volersi astenere dal voto, mettendo in gravissima difficoltà il Presidente e l’Italia intera.

Solo il grande senso di responsabilità di Di Maio, di Salvini, della Meloni e di Berlusconi, leader dei rispettivi partiti, oltre alla pazienza indescrivibile del Presidente Mattarella e alla sua concreta garanzia Istituzionale, ha permesso che l’impossibile si trasformasse in possibile. Coloro che oggi “rosicano” e che hanno tanto tuonato, han fatto piovere sulle loro teste.

Ettore Lembo

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