venerdì, Gennaio 28, 2022
Home > Italia > Se l’auto esala l’ultimo respiro. Un problema banale…ma non troppo

Se l’auto esala l’ultimo respiro. Un problema banale…ma non troppo

Mentre nei palazzi di potere, dopo aver navigato al buio per quasi tre mesi, sembra si sia approdati ad una soluzione,  le borse sembrano finalmente aver ritrovato un minimo di stabilità dopo aver giocato impazzite alla roulette russa, seminando panico e bruciando miliardi e titoli nazionali ed internazionali, non loro ma di banche, imprese e risparmiatori.

Per un qualsiasi cittadino che ha la “ventura” di vivere in Italia e che ha già problemi di lavoro, tasse, figli che crescono e che devono aiutare ad avere un futuro, insomma impiegati in una…. normalissima vita quotidiana, si può presentare in qualsiasi momento un problema che sembra banale ma di non semplice soluzione. Metti che gli si rompa l’auto, che ha tardato a cambiare, perché non poteva, e che oramai stremata questa abbia deciso di esalare l’ultimo respiro. Il problema è: come faccio ora a comprare un’altra auto?  Nuova, usata o di occasione? Contanti o rate? Potrò impegnarmi a pagarle e fino a quando? Che cosa rischio? Nessuna invenzione ha avuto un impatto così forte sulla vita dell’uomo come quella dell’automobile. Altrettanto forte è la sua importanza. Per molti l’auto è più di un normale bene di consumo: offre indipendenza, individualità, libertà. E non è un problema secondario come sembra, perché sono in molti, in Italia, a dipendere dall’auto per poter lavorare e sono in tanti a vivere nel proprio mezzo a seguito di circostanze della vita che ti fanno ritrovare senza lavoro e senza casa. L’auto rappresenta così l’ultimo appiglio che ti consente di non dover stare proprio in strada, alla mercé di intemperie, possibili aggressioni o altro.  Chi ancora ha un lavoro, è facilitato anel decidere che cosa fare nel caso si presenti il problema, o almeno fin quando il postino non bussa alla porta con una “strana” raccomandata….. Tra l’altro sembra che il postino, oramai non solo precario, ma rinnovabile e a scadenza quindi non più punto di riferimento come una volta, sembra porti solo raccomandate che preannunciano sventure e licenziamenti oltre che avvisi di Equitalia. Ma troppi oramai sono coloro che trovandosi davanti ad un tale o simile problema, in altri tempi banalissimo, oggi hanno serie e gravi perplessità, dovute al menefreghismo di chi, incurante di ciò che sta provocando, continua imperterrito ad occupare sedie e poltrone.

Dall’alto del suo sapere e additando chi manifesta tale problema, come fosse uno stupido sprecone, dice:  “Non hai i soldi? Cammina a piedi e non comprarla”. Magari tale affermazione vien fatta a bordo di una lussuosa e potente automobile che lui non solo non ha mai pagato, ma che ha comprato con i soldi pubblici sottratti con le tasse anche a colui il quale non riesce più a comprare una piccola vettura necessaria per poter andare a lavorare. Poco importa se il cittadino non sa come e che auto comprare, se magari non potrà pagare l’assicurazione o le rate o la manutenzione o il bollo o anche tutte queste cose perché non ha i soldi, tanto la legge dice che, se sbaglia, multe a volontà, ( incremento dell’81% negli ultimi 10 anni , fonte CGA di Mestre).  Del resto si sa, l’Italiano ha l’indole dell’evasore. Del resto quale soluzione? O compri l’automobile e sopravvivi, o…. contribuisci alla risoluzione del sovraffollamento della terra.

Ettore Lembo

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net