domenica, Gennaio 16, 2022
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Violenze sessuali, spose bambine e mutilazioni. Il tragico rapporto sulla condizione femminile nel mondo

In 55 Paesi sui 175, milioni di bambine e ragazze sono costrette ad affrontare quotidianamente discriminazioni ed esclusione in svariati ambiti, dall’accesso all’educazione alle violenze sessuali, dai matrimoni alle gravidanze precoci. Dal rapporto di Save the Children reso noto il 31 maggio, emerge infatti che rispetto ai loro coetanei maschi, infatti, le ragazze hanno maggiori probabilità di non mettere mai piede in classe nella loro vita. Stime recenti rivelano che circa 15 milioni di bambine in età scolare(scuola primaria) non avranno mai la possibilità di imparare a leggere e scrivere rispetto a 10 milioni di coetanei maschi. Di queste, 9 milioni vivono in Africa sub-sahariana, dove d’altra parte si trovano ¾ delle ragazze fuori dalla scuola nel mondo. Le minori più povere, infatti, hanno in media 6 probabilità in più di non frequentare la scuola primaria rispetto ai bambini pari età più benestanti, mentre nelle aree affette dai conflitti le ragazze hanno probabilità di essere escluse dall’educazione 2,5 volte superiori rispetto ai ragazzi. I matrimoni precoci sono tra i fattori trainanti della negazione, per le bambine e le ragazze, dell’opportunità di apprendere e ricevere un’educazione. Oggi, nel mondo, 12 milioni di ragazze si sposano ogni anno prima dei 18 anni – spesso perché le famiglie più svantaggiate credono che dare in sposa le proprie figlie sia l’unica via possibile per assicurare loro il sostentamento – e ai ritmi attuali si stima che entro il 2030 tale cifra supererà i 150 milioni. Una sposa bambina su 3, nel mondo, vive nei Paesi dell’Africa subsahariana, e circa 100 milioni di ragazze oggi vivono in Paesi dove i matrimoni precoci sono legali.

Il fenomeno delle spose bambine è particolarmente rilevante anche nelle aree colpite dai conflitti, dove in molti casi le famiglie organizzano i matrimoni per proteggere le figlie da abusi e violenze sessuali. Tra i rifugiati siriani in Giordania, ad esempio, la percentuale di ragazze sposate prima di aver compiuto i 18 anni è cresciuta dal 12% nel 2011 al 32% nel 2014. In Libano, attualmente, risulta sposata prima dei 18 anni più di 1 ragazza profuga siriana su 4, mentre in Yemen la percentuale di spose bambine supera i 2/3 del totale delle giovani nel Paese, rispetto alla metà prima dell’escalation del conflitto. A tale fenomeno è poi strettamente collegato quello delle gravidanze precoci, che oggi riguarda 7,8 milioni di adolescenti: una questione particolarmente preoccupante considerando che le complicazioni durante la gravidanza e il parto rappresentano la prima causa di morte al mondo per le giovani tra i 15 e i 19 anni. Mettere fine ai matrimoni e alle gravidanze precoci, sottolinea l’Organizzazione, porterebbe a benefici economici entro il 2030 rispettivamente pari a 500 e 700 miliardi di dollari all’anno.

L’analisi di Save the Children mette infine in evidenza la piaga delle violenze fisiche e sessuali – dalle mutilazioni genitali femminili agli stupri alla prostituzione forzata – di cui troppo spesso le bambine e le ragazze sono vittime nel mondo. Circa 120 milioni di ragazze, più di 1 su 10 a livello globale, nella loro vita hanno subito forme di violenze sessuali, più di 1 su 5 in Bangladesh e in Camerun. Allo stesso modo, in cinque Paesi europei quali Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito più di 1 ragazza su 10 ha subito almeno un episodio di violenza sessuale prima dei 15 anni.