venerdì, Giugno 18, 2021
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Elezioni amministrative 2018: la griglia di partenza

Nonostante i numerosi sondaggi che stanno uscendo in questo periodo, il primo vero riscontro sul gradimento del governo lo avremo solo lunedì, quando usciranno gli esiti delle elezioni amministrative, che riguarderanno 763 comuni, di cui 20 capoluoghi di provincia.

Mai come in questo 2018 abbiamo assistito ad una doppia narrazione politica così avvincente: se le prime pagine dei quotidiani nazionali ci hanno tormentato per 3 mesi sulle vicende che riguardavano i Palazzi romani per la costituzione del nuovo governo, parallelamente le cronache locali raccontavano un’altra storia, che puntuale alle porte dell’estate, anche quest’anno ha mantenuto i “vecchi” schieramenti da seconda repubblica. Stiamo ovviamente parlando della campagna elettorale per le elezioni comunali.

Non è certamente un anno particolarmente eclatante per valutare un riscontro sul gradimento dei partiti c.d. nazionali rispetto alle dinamiche del territorio, in quanto queste elezioni non riguardano molti comuni. Ne contiamo in tutto 763, di cui solamente 109 con più di 15.000 abitanti (e quindi la possibilità di ballottaggio nel caso nessun candidato raggiunga il 50% +1 dei voti) e appena 20 capoluoghi di provincia, la cui città più popolosa è Catania che sfiora i 300.000 abitanti.

Lo scenario fa presagire una crescita delle liste della Lega (ormai non più Nord), che cercherà sicuramente di conquistare consensi anche al sud, con la coalizione di centrodestra, dove soprattutto nelle regioni meridionali, il partito guida è ancora Forza Italia. Per il Partito Democratico, invece, c’è la possibilità di recuperare qualche punto percentuale, soprattutto sul Movimento 5 Stelle, che solitamente non è molto forte nelle competizioni locali.

I 20 i capoluoghi che andranno alle urne domenica dalle ore 7.00 alle ore 23.00 sono i seguenti: Brescia, Sondrio, Treviso, Vicenza, Imperia, Massa, Pisa, Siena, Terni, Ancona, Viterbo, Teramo, Avellino, Barletta, Brindisi, Catania, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani.

Da segnalare anche la distribuzione dei comuni superiori al 15.000 abitanti che saranno 32 in Campania, 14 in Puglia, 12 in Lombardia, 11 nel Lazio (compresi tre Municipi della capitale), 10 in Veneto, 6 in Toscana, 4 in Umbria e Marche, 3 in Liguria e 2 in Piemonte, Emilia Romagna, Sardegna e Abruzzo. Non ci saranno comuni superiori che vanno al voto in Val d’Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Molise, Calabria e Basilicata.

In caso di vittoria al primo turno per uno dei candidati dei comuni sopra riportati, ovvero al raggiungimento del 50% + 1 dei voti, si insedierà direttamente il candidato sindaco che uscirà vittorioso dalle urne, in caso contrario si tornerà a votare domenica 24 giugno, ovvero quando si terrà il ballottaggio tra i due candidati più votati.

Abbiamo volutamente lasciato da parte i 19 comuni superiori che andranno al voto in Sicilia, dove per vincere al primo turno è sufficiente raggiungere la soglia del 40% + 1 dei voti.

Andrea Zappelli

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