lunedì, Novembre 29, 2021
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Migranti, telefonata di Macron al premier italiano. Conte: “Andrò a Parigi”

macron

Nella notte il presidente francese, Macron,e il premier italiano, Conte,”hanno avuto una conversazione telefonica cordiale”.Lo ha dichiarato ai microfoni di Europe1 la ministra francese degli Affari europei, Nathalie Loiseau. “C’e’ il tempo delle emozioni e il tempo del lavoro per affrontare questioni importanti come la crisi migratoria”, ha aggiunto. “Abbiamo bisogno di parlare con l’Italia, è un grande partner,grande vicino”. Parole di apprezzamento sul fronte dell’immigrazione:”L’Europa deve fare di più per aiutare l’Italia”.

“Finché non arriveranno le scuse” dal Presidente francese Macron, “noi non indietreggiamo”. Lo ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, a Rtl, spiegando che “questo deve essere chiaro per questa vicenda e per il futuro” circa i prossimi tavoli che ci saranno in Europa. “E’ finita l’epoca in cui si pensava che l’Italia la puoi sempre abbindolare”, ha sottolineato. Intanto ieri lo scontro tra Italia e Francia è finito sulle prime pagine dei siti web di tutta Europa.

Roma chiede le scuse a Parigi dopo l’attacco di ieri dall’Eliseo al governo italiano sulla gestione del caso della nave dei migranti Aquarius. Il ministro degli Esteri Moavero riceve l’incaricata d’affari dell’ambasciata e chiede che la situazione sia sanata con iniziative rapide. Salvini: l’Italia non merita gli insulti francesi, Macron passi dalle parole ai fatti, perché senza scuse ufficiali Conte fa bene a non andare a Parigi”. Il ministro dell’Interno ringrazia poi la Spagna e sottolinea che mai come ora il nostro paese è stato centrale sulla questione migranti.

Poi arrivano le ultime dichiarazioni del premier Conte, che conferma che si recherà in Francia: “Con Macron abbiamo concordato una comunicazione congiunta e di cooperare in modo stretto, Italia e Francia ,coinvolgendo tutti i Paesi Ue. La questione immigrazione non può essere demandata solo all’Italia. La mia visita a Parigi resta. Macron ci teneva molto a mantenere l’invito, e sarà da me raccolto”. Con la Francia, insomma, il caso è “assolutamente chiuso, ora bisogna lavorare alla riforma del regolamento di Dublino”.