venerdì, luglio 19, 2019
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Povertà: tre disastrose notizie economiche frutto delle politiche degli ex governi. A quando l’autocritica?

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Tre notizie economiche inerenti la povertà sono state diramate in piena domenica ma divulgate con un basso profilo, mentre esponenti degli ex governi, tra cui lo stesso Renzi, discutevano del respingimento dei clandestini prelevati dalle navi ONG ed appena sbarcati a Valencia, dopo che l’attuale governo ha deciso di porre fine ad una invasione di persone che approdavano quasi esclusivamente in Italia. La prima: 2,7 milioni di Italiani senza cibo, costretti a frequentare le “mense dei poveri” o a prelevare i “pacchi alimentari”. La seconda: Bonus telefono ed internet a chi ha un reddito di povertà, sotto gli 8.112,23 euro anno, previsti oltre 2,6 milioni di aventi diritto. La Terza: 7 milioni di Italiani riceveranno la quattordicesima, ma servirà per pagare tasse e rottamazioni fiscali.

Queste tre notizie, cui si aggiungono le altre diramate nei mesi scorsi, evidenziano la particolare ed incresciosa situazione economica che ha investito l’Italia da tempo, non solo a causa della crisi, ma anche e soprattutto per le politiche perpetrate nel tempo dai precedenti governi.

Milioni di cittadini italiani dichiarati poveri, tra cui una grande enormità di bambini. Le dichiarazioni delle organizzazioni operanti nel settore sanitario, che denunciano che milioni di persone sono costrette a rinunciare alle cure, per mancanza di soldi, e che tanti altri milioni di persone sono state costrette a contrarre debiti, spesso non più pagabili, per potersi curare. Questo il bilancio di anni di malgoverno.


Quello che una volta veniva definito ceto medio, ed era considerato una risorsa produttiva per la nostra società, oggi è stato azzerato, ed è sprofondato nella povertà. Quali riflessioni suscita il sapere che milioni di persone devono rivolgersi alla Caritas per potere ricevere un pasto, o un pacco alimentare che  permetta loro di sfamarsi? Fa quasi sorridere che Agicom metta a disposizione telefono e 30 minuti al mese di traffico telefonico per oltre 2,6 milioni di persone povere. Mancanza di lavoro e licenziamenti continui preoccupano anche chi un lavoro lo ha, e non sa fino a quando, ma percepisce uno stipendio.

Ben venga quindi la quattordicesima per chi ha la fortuna di riceverla  – sembrerebbero 7 milioni di cittadini -,  peccato che servirà non certo per godersi la vita, quanto piuttosto per pagare tasse e rottamazioni varie per coloro – oltre 22 milioni di persone -, che non sono riusciti a pagare tutti quei salassi continui chiamate tasse.

Non si chiedono gli ex governanti e parlamentari come mai sono stati così sonoramente bocciati e cacciati dal popolo? No. Continuano ad avere visibilità e a disquisire su problemi che loro hanno creato ed ai quali il popolo ha voluto porre fine utilizzando lo strumento del voto. Piuttosto che fare autocritica e assumersi le proprie responsabilità, continuano a sfidare e criticare chi comunque sembra interpretare meglio la sensibilità popolare, e cerca di porre rimedio al disastro compiuto. Una difesa dell’indifendibile talmente esacerbata da portare a credere che questa sia solo la punta dell’iceberg e che siano stati fatti altri danni di cui non siamo ancora a conoscenza.

Ettore Lembo

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