lunedì, maggio 27, 2019
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Luigi Di Maio: “Mettetevi l’anima in pace. Noi i vitalizi ve li togliamo”

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“Oggi ho letto un articolo divertentissimo sul Corriere della Sera (lo trovate qui https://www.corriere.it/…/…/passo-400-euro-cosi-rapina.shtml). Raccoglie le lamentele di alcuni ex parlamentari a cui toglieremo i vitalizi tra pochi giorni. Uno piange miseria perché da 4.700 euro al mese grazie alla nostra delibera prenderà 2.500 e parla di atto illiberale. Ma dico io: ma se hai versato contributo per avere una pensione di 2.500 euro perché te ne davo dare il doppio? Questa è giustizia, altro che illiberalità. Un altro dice che da 2.000 passerà a 400 ed è una rapina. Quindi parliamo di un ex parlamentare che ha versato contributi solo per avere una pensione minima. Capite questa gente? Quando erano in parlamento non hanno mosso un dito per alzare le pensioni minime perché tanto loro avevano il vitalizio che valeva 5 volte tanto. Adesso lo Stato se ne frega di difendere chi ha i privilegi e pensa a proteggere i più deboli. Potete piangere e strepitare quanto volete, tanto non si torna indietro. NOI I VITALIZI VE LI TOGLIAMO. Mettetevi l’anima in pace”. Così Luigi di Maio sul proprio profilo Facebook. E sul Blog delle Stelle, il giornalista Mario Giordano rincara la dose: “Negli ultimi 20-25 anni le pensioni degli italiani sono state massacrate in varie forme: dalla riforma Amato alla riforma Fornero, in tutti i modi. Invece, si è tenuto il privilegio dei vitalizi e si è detto che quello è un diritto acquisito. Ma quello non è un diritto acquisito di chi ha lavorato 41 anni, quello non è un diritto acquisito, ma è il diritto – di chi ha fatto una settimana, UNA SETTIMANA in Parlamento – di continuare a prendere 2.000 euro al mese non avendo versato contributi per tutto quello che richiede. Voi capite che questa è una ferita nel corpo stesso della democrazia e che ha un valore economico rilevante. Solo i vitalizi dei parlamentari valgono oltre 200 milioni di euro ed è una cifra che anno dopo anno cresce, poi bisogna aggiungere i vitalizi dei consiglieri regionali, quindi non è come qualcuno dice “insignificante”. Tutto ciò ha un valore economico rilevante, ma ha anche un valore simbolico molto più grande, perché se si vuole ristabilire un rapporto fra i cittadini e le istituzioni, fra i cittadini e i loro rappresentanti, non si può non partire dall’eliminazione di questo privilegio che simboleggia una classe politica che ha pensato a difendere i propri privilegi anziché i cittadini. Come faccio io a fidarmi delle persone che vengono elette se queste, una volta elette, non pensano a difendere le pensioni dei cittadini, ma pensano a difendere i loro privilegi?
Ecco perché diventa fondamentale partire da qua!”

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