sabato, Dicembre 4, 2021
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Italia: 5 milioni di poveri, 18 milioni lo saranno a breve

povertà

Ben 18 milioni di Italiani, 1/3 della popolazione, sono ad un passo dalla povertà e dalla esclusione sociale ed andranno ad aggiungersi agli oltre 5 milioni che l’ ISTAT ha già classificato come poveri assoluti. Questi sono i dati comunicati, che dimostrano la mancanza di quella ripresa economica che tutti auspicano ma che non riesce a realizzarsi.

Gli oltre diciotto milioni di persone a rischio evidenziano un forte aumento rispetto lo scorso anno, cosa diversa dal resto dell’ Europa dove i dati sembrerebbero essere stabili nel 2016 rispetto il 2015 con una incidenza in meno di 10 punti percentuali rispetto l’Italia. Parliamo infati nel nostro Paese del 33% della popolazione a fronte del 23% della media europea. A questi bisogna tuttavia aggiungere gli oltre 5 milioni di persone già classificati come poveri assoluti, di cui 1,5 milioni sono bambini. Una situazione che non può non essere considerata disastrosa e di inaudita pericolosità anche per la tenuta sociale.

Il calcolo che porta a considerare 18 milioni le persone che rischiano la povertà assoluta è stato fatto in base la loro introito economico, dal quale si evince anche che basta una spesa imprevista per andare in sofferenza, anche bancaria.

Se accostiamo un dato che non viene dall’ISTAT ma dall’Agenzia di Riscossione , ex EQUITALIA, c’è da rabbrividire e ritenere i 18 milioni di persone prossimi alla povertà non solo sono sottodimensionati, ma il numero che potrebbe venirne fuori probabilmente potrebbe sfiorare il 50% della popolazione.

Ricordiamo infatti che 23 milioni di Italiani non riescono a pagare i debiti di Equitalia e le rottamazioni volute dai governi degli ultimi anni non hanno prodotto gli sperati risultati, anzi hanno contribuito ad un maggior indebitamento della popolazione.

Numeri che devono far riflettere, specialmente se consideriamo che 23 milioni di contribuenti incidono in maniera elevata sul totale Italiano che è di circa 59 milioni di persone, compresi bambini e anziani.

E’ evidente che nulla è imputabile al governo attuale che eredita dai governi precedenti questa disastrosa situazione, frutto di politiche di austerità e di dubbia validità, specialmente analizzandone i risultati.

Risultati che forse nella teoria erano imprevedibili se non analizzandone oggi gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti, mentre precedentemente venivano considerati positivamente per via di una inspiegabile teoria di ripresa.

Ora il governo attuale che deve da un lato ripianare i conti e dall’altro promuovere lo sviluppo, proprio nel momento in cui gli imprenditori disinvestono, chiudono e dislocano le aziende. E’ inoltre in progressivo sviluppo il lavoro nero, che da un lato alimenta l’illegalità, dall’altro dà però la possibilità di andare avanti, potersi sfamare e comunque vivere, cosa che altrimenti diverrebbe impossibile. Una forma di schiavitù indotta che permette a pochi di arricchire ed a molti di…. impoverirsi sempre più.

Ettore Lembo

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