sabato, Gennaio 23, 2021
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Nardella (UIL) chiede la promozione per poliziotto aggredito con olio bollente al carcere di Sulmona

Sulmona – Migliorano le condizioni di A.P., l’ assistente capo di Polizia penitenziaria aggredito un mese fa da un pericolosissimo detenuto ergastolano con dell’olio bollente e per il mezzo del quale porta addosso ancora vistosi e dolorosi effetti. Il grave episodio si è verificato nel carcere di massima sicurezza di Sulmona nella sezione speciale dove si trovano i detenuti più pericolosi.

Durante l’aggressione sono intervenuti a difendere il collega altri due poliziotti penitenziari, anche loro rimasti feriti in maniera più lieve e medicati al pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, mentre il collega è stato operato nel reparto Chirurgia dello stesso ospedale.

A tornare sulla notizia è Mauro Nardella segretario CST Uil Adriatica Gran Sasso: “Al di là delle conseguenze fisiche per le quali non è dato conoscere in termini temporali il recupero, resta, per lo sfortunato collega, l’effetto devastante legato alle conseguenze psicologiche che potrebbero caratterizzare il suo stato post traumatico.

Quello che ha subito A.P. tuttora ci lascia esterrefatti per la ferocia e la violenza utilizzata nell’atto perpetrato a suo danno – sottolinea il Segretario Confederale – Il tutto è accaduto in maniera del tutto gratuita, inspiegabile, improvvisa e senza nessun filo logico”.

“Questo la dice lunga sul pericolo al quale è stata esposta la sua vita. In sostanza, non sarebbe sminuente affermare che A.P. ha davvero visto la morte in faccia. L’Amministrazione Penitenziaria non può non riconoscergli il rischio da lui corso attraverso un atto degno di essere chiamato tale e magari con una promozione al grado superiore” – Continua Nardella.

“Intanto ringrazio il presidente dell’Associazione Nazionale Vittime del Dovere Emanuela Piantadosi per aver attivato l’iter al fine di far riconoscere allo sfortunato collega lo status di vittima del dovere. A lei va il merito di aver immediatamente riconosciuto in A.P. il suo alto valore per essersi esposto, nello svolgimento del proprio ruolo di poliziotto, ad un grandissimo rischio e che solo per un caso non ha visto riempire una pagina ancora più nera di quella che è stata scritta” Conclude il Nardella.

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