lunedì, agosto 19, 2019
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Mattarella scavalca Salvini: nave Diciotti, sì allo sbarco

“Nave Diciotti, due indagati, scafisti individuati, tutti fermati e interrogati. È finita la pacchia!” Così Matteo Salvini sul proprio profilo Facebook. Ma nel frattempo il Viminale manifesta “stupore” per l’intervento del Presidente della Repubblica Mattarella che ha scavalcato Salvini, chiamato Conte, e sbloccato lo sbarco.  L’annuncio di Palazzo Chigi dopo la telefonata del presidente della Repubblica. Sui 67 a bordo Salvini aveva posto l’altolà: “Scenderanno in manette”. Ma per ora la Procura è al lavoro solo su due indagati, accusati di violenza privata e non più di dirottamento.

“Sta per iniziare lo sbarco dei migranti che sono a bordo della nave Diciotti”. A darne l’annuncio il premier Giuseppe Conte, dopo una giornata convulsa e i contatti avuti anche con il capo dello Stato. Il premier ha fatto sapere che è stata completata l’identificazione delle persone a bordo “con particolare riguardo a quelle a cui risulterebbero imputabili le condotte che configurano ipotesi di reato”. Nei prossimi giorni proseguiranno gli accertamenti e l’ascolto di tutti i testimoni. C’è “stupore” al Viminale per gli interventi del Quirinale e “rammarico” per la scelta della Procura sulla vicenda della Diciotti. Lo si apprende da fonti del ministero.

Le “indagini vanno avanti, nessuno minacci i nostri lavoratori. Se il pericolo paventato a bordo della Vos Thalassa non corrispondesse al vero, lo dirà la magistratura”. Lo ha detto da Andria il ministro dei trasporti, Danilo Toninelli. La nave Diciotti ha così attraccato nel porto di Trapani dopo ben 4 giorni di navigazione ed i continui rallentamenti, fermi, ed allontanamenti.


Ricordiamo che l’arrivo era previsto prima per mercoledì 11 Luglio alle ore 20, poi l’indomani mattina alle ore 8 poi alle ore 11, ma è rimasta in rada e dopo aver preso nuovamente il largo in direzione dell’Isola di Favignana, è tornata indietro per giungere finalmente all’interno del porto di Trapani ed attraccare alle ore 15, ma con l’ordine arrivato direttamente da Ministro di non far sbarcare nessuno.

Se da un lato quindi sembrerebbe essere finito il peregrinare della nave approdata finalmente in un porto che non poteva essere che italiano, essendo una nave della nostra Guardia Costiera, sono numerose le perplessità e i dubbi su ciò che è accaduto, sul perché sia intervenuta la nostra nave, su chi abbia gestito l’emergenza e sul presunto ammutinamento avvenuto a bordo della Vos Thalassa.

Per gli onori della cronaca ricordiamo che la Diciotti è intervenuta ed ha preso in carico i migranti recuperati dalla Nave Italiana Vos Thalassa in appoggio ad una piattaforma petrolifera della Francese Total, che a sua volta era intervenuta precedendo le motovedette libiche in acque libiche, a cui spetta l’operatività di intervento. Dalle notizie pervenute sembrerebbe poi che alcuni dei ”salvati” abbiano minacciato di morte i membri dell’equipaggio Italiano e abbiano quindi rifiutato di essere consegnati ai militari Libici imponendo al comandante della nave di far rotta verso l’Italia.

In molti tuttavia si chiedono come siano andati realmente i fatti, dal momento che notizie e informazioni spesso non sono del tutto rispondenti alla realtà dei fatti.

Ma, andando, per ordine: come mai una nave italiana, guarda caso in appoggio ad una base petrolifera francese, nazione europea con la quale siamo in forte divergenza proprio sulla gestione delle migrazioni, interviene anticipando la vedetta libica che era stata allertata?

Come mai appena raccolti i migranti dai gommoni o quant’altro nelle acque libiche la nave, chiedendo l’intervento della base operativa del pattugliamento, aveva già deciso di far rientro in Italia senza attendere le vedette libiche arrestandosi solo dopo che il nostro ministero degli Interni ha negato l’ingresso nei porti Italiani come aveva fatto altre volte con le navi delle ONG? Perché la nave una volta raggiunta Trapani non è entrata subito in porto ma ha atteso diverse ore? Si parlerebbe di due persone, ma si parla anche di una montatura per far giungere i clandestini in Italia, forzando di fatto il blocco navale che il ministro Salvini ha legittimamente imposto, a tutela dei confini Italiani.

Troppi perché, troppi interrogativi, troppe incongruenze, come il fatto che ancora la magistratura non ha emesso nessun mandato nei confronti dei responsabili, facilmente individuabili, anche attraverso la testimonianza del comandante della nave Von Thalassa, dove addirittura si dubita che sia effettivamente avvenuto l’ammutinamento. La realtà dei fatti sembra a questo punto essere ben diversa da come è stata raccontata.

Ettore Lembo

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