venerdì, Ottobre 22, 2021
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L’amico di famiglia non aveva un vero movente: Sabrina uccisa in un delitto d’impeto

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PESARO – Quello di Sabrina Malipiero non si contestualizza come un delitto di genere. Non si tratta, per capirci di un femminicidio. Il suo assassino la conosceva bene e, da quanto è stato possibile apprendere, sarebbe stato anche in rapporti di amicizia con il suo attuale compagno. Il problema sarebbe stato la droga. In un lasso di tempo relativamente breve, a seguito dell’assunzione di cocaina, Zakaria Safri, marocchino di 38 anni, regolare sul territorio nazionale, si è macchiato di un’azione non propria della sua abituale personalità. “Non so perché l’ho fatto”, avrebbe dichiarato agli inquirenti. Il tutto sarebbe scaturito da una frase pronunciata dalla donna, che sotto effetto della droga, a lui è risultata amplificata, come amplificate sono state le reazioni. Zakaria frequentava abitualmente l’abitazione di Sabrina, ma solo perché era in rapporti di amicizia con lei ed il compagno. Nessun lato oscuro nella storia, fino a quando l’uomo non ha perso il controllo e non l’ha uccisa. In precedenza sussisteva tra lui, Sabrina ed il compagno, sulla base delle informazioni finora pervenute, un rapporto di fiducia. “Un delitto d’impeto. Un omicidio frutto di “un’assoluta perdita di controllo”. Lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Pesaro, Cristina Tedeschini durante una conferenza stampa per fare il punto sull’omicidio di Sabrina Malipiero, la 52enne uccisa venerdì nella sua casa a Pantano. Safri “ha confessato tutto ed è una confessione robusta” ha sottolineato la Tedeschini, ringraziando i pm Silvia Cecchi e Fabrizio Narbone e gli investigatori della polizia per avere risolto il caso in 20 ore. “C’è stata una perfetta sinergia tra Procura e Questura”. Ma “non deve passare l’idea che un’indagine breve sia un’indagine facile – ha dichiarato il capo della Squadra Mobile pesarese che ha tratteggiato il carattere di Safri, reo confesso, come un uomo dalla “personalità proteiforme, capace di tenere comportamenti diversi a seconda delle situazioni. Per questo dovevamo intervenire subito e velocemente”.

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