martedì, Luglio 7, 2020
Home > Italia > Fenomeni migratori, Italia, Europa: tiriamo le somme

Fenomeni migratori, Italia, Europa: tiriamo le somme

< img src="https://www.la-notizia.net/migrante" alt="migrante"

di Gian Luigi Pepa

E’ giunto il momento di tirare le somme ed iniziare a prendere atto della realtà dei fatti, senza demagogia politica. La fonte certa per conoscere fatti e circostanze è certamente Fabrice Leggeri, il Responsabile di Frontex, l’Agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne dell’Unione europea, che ha sede a Varsavia. Intervistato recentemente da un quotidiano tedesco ha supposto che con la diversa politica instaurata dal nuovo Governo, che pone un divieto ferreo alla navi delle ONG di attraccare nei porti italiani, vi è stato un repentino mutamento dei flussi migratori.

Infatti, i trafficanti degli esseri umani, per lo più nigeriani, offrono i migliori “pacchetti viaggio” per l’Europa, spostando le partenze, non più dalla Libia, ma dal Marocco e con approdo non più verso l’Italia, ma verso la Spagna, registrando nell’ultimo mese un giro di circa sei mila migranti irregolari provenienti dall’Africa. E’ lo stesso Fabrizio Leggeri ad avanzare l’idea di creare centri internazionali di raccolta sul continente africano, punto base della raccolta dei migranti, e sede dove svolgere gli accertamenti previsti per il riconoscimento eventuale dello status di rifugiato politico.

D’altronde il risveglio della dormiente Europa, ha portato i politici a sviluppare una linea di protezione delle frontiere esterne. E’ evidente che una Italia politicamente più forte riesce a bloccare i flussi, mentre qualsiasi Stato Comunitario politicamente più debole perisce di fronte al crescere esponenziale dell’immigrazione clandestina, che può solo produrre dissesti: sociali, di ordine pubblico, sanitari, di civiltà del vivere quotidiano. Il responsabile di Frontex, Fabrice Leggeri, conosce per esperienza diretta il fenomeno migratorio clandestino e la necessità reale di organizzare missioni Ue per contrastarlo. Tanto è che, nei rapporti Risk Analysis 2017, contesta l’attività delle ONG, che intervenivano prontamente con le proprie navi, a poche miglia dalla costa, cioè nelle acque territoriali della Libia, per caricare gli immigrati, spediti su gommoni senza carburanti dagli scafisti. Anzi, nel marzo 2017 Fabrice Leggeri ha denunciato che “Le ONG non collaborano con noi”. Nel contempo alcune Procure della Repubblica Italiana hanno aperto istruttorie per accertare l’eventuale accordo fraudolento tra le ONG e gli scafisti.

Le missioni pro immigrazione sono costate allo Stato nel tempo:

– Governo Enrico Letta, con Ministro degli Interni Angelino Alfano: inizia “Mare Nostrum”, costo 9 milioni di euro al mese; il governo italiano aveva chiesto fondi supplementari da altri Stati membri dell’UE, ma non fu offerto il supporto richiesto.

– Governo Matteo Renzi, con Ministro degli Interni Angelino Alfano: inizia missione “Triton” (Frontex plus), costo 2,9 milioni al mese. L’Italia doveva obbligatoriamente accogliere tutte le navi che portavano “naufraghi”, un gravissimo errore di irresponsabilità politica, che ha agevolato gli scafisti, permettendo alle ONG di pattugliare direttamente avanti le coste libiche. Operazione, questa, che ha comportato seri danni a tutta la collettività sia in ordine ai costi di gestione che alla sicurezza sociale.

– Governo Gentiloni con Ministro dell’interno Marco Minniti: inizia nell’ultimo mese di Governo ( meglio tardi che mai, forse perché ci si è resi conto del disastro di Triton), l’operazione “Themis” (1 febbraio 2018), facendo cadere l’obbligo di sbarco in Italia di qualunque imbarcazione di soccorso di naufraghi.

Infatti, caduto l’obbligo di sbarco, i centri di coordinamento di soccorso marittimo sono preposti alla decisione del porto di sbarco, con conseguente riduzione degli sbarchi in Italia. Unica eccezione sono le navi militari che non sono sottoposte alla restrizione di Themis, come il caso della nave irlandese che ha sbarcato 106 “profughi”. L’operazione Themis è un’iniziativa di sicurezza delle frontiere dell’Unione europea condotta da Frontex, l’ agenzia europea di vigilanza dei confini, con l’obiettivo di combattere le migrazioni senza controllo e i crimini transfrontalieri, nella speranza di armonizzare la gestione sui flussi migratori via mare. In ultima analisi, la linea del Governo in carica, forse compresa, anche se a fine mandato, dal governo Gentiloni-Minniti, è quella di rivedere i termini dell’immigrazione senza regole, in palese violazione dei regolamenti e delle Leggi dello Stato sugli ingressi. Sono diversi i giornalisti libici che affermano: «La cruda verità è che la politica del nuovo governo italiano ha cambiato la situazione sul campo. La quasi sparizione delle navi delle Organizzazioni non governative, oltre alla nuova strategia dei respingimenti e dei porti chiusi voluta da Roma ha di fatto ridotto i flussi al lumicino». La fine della tratta di esseri umani segna la fine della propaganda proferita dai demagoghi dell’accoglienza.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com