lunedì, Ottobre 18, 2021
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Marchionne in fin di vita, ma l’alta finanza ha già celebrato il suo “funerale”

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Un’ operazione improvvisa alla spalla, che sembrerebbe nascondere in realtà un letale tumore ai polmoni, e tutto si complica lasciando poche speranze alla brillante vita del riconosciutissimo Sergio Marchionne, indiscusso protagonista della finanza legata ai noti marchi automobilistici italiani ed americani. L’opinione pubblica non era a conoscenza del suo reale stato di salute, come è giusto che sia, nonostante nella sua ultima apparizione ai più fosse sembrato molto stanco ed affaticato. Dopo poco meno di un mese dall’intervento, come un fulmine a ciel sereno, le notizie che arrivano lasciano poche speranze per una possibile ripresa.

Questo è il limite dell’essere umano, che ci accomuna tutti.  Nessuno di noi conosce il suo destino e soprattutto non saprà mai come e quando avverrà la sua fine.

Ed è proprio partendo da questo principio, che lascia tutto al caso o alla volontà divina, secondo il proprio credo, che l’imprevedibilità della vita diventa una costante comune per tutto e per tutti e che ci impone limiti, morali, etici, religiosi fin quando non si ha la certezza di aver scritto la parola FINE. Ma se questo è il limite umano e della vita, così non  sembrerebbe essere per quanto riguarda la finanza, l’economia, il “SOLDO”.

Qui si parla di un uomo che, seppure legato alla vita da un filo sempre più sottile, come sembra essere, ancora è in vita, piaccia o no. Eppure, l’economia, le persone che hanno tratto vantaggi direttamente o indirettamente dal ruolo ricoperto da Marchionne, che lo hanno accompagnato negli ultimi 14 anni e che lo conoscono bene, hanno già celebrato il suo “funerale”. Improvvisamente, come se già fosse morto,  con un tempismo che lascia di stucco e non può che far gelare il sangue, è stato sostituito.

Nominato il nuovo sostituto, nominati i nuovi presidenti, tenuti immediatamente i nuovi consigli di amministrazione, insomma azzerato Sergio Marchionne, l’uomo dal maglioncino nero, l’uomo che ha guidato l’industria automobilistica Italiana, l’uomo che ha gestito fusioni internazionali determinanti. Ma lui è ancora vivo, non ha esalato l’ultimo respiro, un “miracolo” (improbabile, visto che le sue condizioni sono state dichiarate irreversibili) potrebbe fargli riprendere quell’energia che sembra stia perdendo ma che ancora ha e non lo abbandona. Ma il dio denaro è già andato oltre, senza considerare l’essere umano, senza considerare un eventuale ritorno alla vita, anche se improbabile. Caro Sergio, non servi più, un formale grazie, freddo e repentino, senza sentimentalismi, senza cuore, senza empatia. Il soldo deve andare avanti e non può certo attendere i tuoi comodi, né la tua malattia. Avanti il prossimo.

 

Ettore Lembo

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