giovedì, Ottobre 21, 2021
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Roseto, il capogruppo PD Celestino Salvatore contro la vergogna del Distretto Sanitario di Base

Riceviamo e pubblichiamo: “Chiunque, per ragioni  le più varie, si rechi al Distretto Sanitario di Base di Roseto Degli Abruzzi, per usufruire di uno dei servizi in esso disponibili, non può fare a meno di pensare che è una vergogna.

E’ una vergogna che gli ambulatori specialistici siano collocati nei seminterrati, in locali privi di aria, di luce e dei criteri minimi di decenza che dovrebbero essere la regola per servizi coì delicati.

E’ una vergogna che non ci siano sale di attesa e che i pazienti in fila per aspettare il loro turno siano accalcati nei corridoi del suddetto seminterrato.

E’ una vergogna che che non siano rispettate le regole minime di abbattimento delle barriere architettoniche.

E’ una vergogna che l’edificio in questione (per intenderci, stiamo parlando di quello posto sul cosiddetto  “curvone di Via Adriatica”) sia posta in una zona notoriamente poveri di parcheggi, a ridosso di una strada assai trafficata ed in posizione piuttosto pericolosa per quanti si avvicinano a piedi o in auto alla sede del DSB.

Potremmo dire che è anche una vergogna che il numero e la qualità dei servizi proposti risenta in maniera disastrosamente negativa della mancanza di spazi, in una struttura nata a metà del secolo scorso per ospitare l’ONMI (Organizzazione Nazionale Maternità e Infanzia).

Potremmo perfino dire che è una vergogna l’indifferenza con la quale gli organi dirigenti della ASL di Teramo hanno ignorato il grido di dolore (e si tratta letteralmente di un GRIDO DIDOLORE) dei medici, dei paramedici, dei funzionari, degli impiegati, che a più riprese, nel tempo hanno sottolineato e denunciato queste stesse gravi carenze.

Naturalmente evito di sottolineare le quotidiane incazzature degli Utenti-Pazienti-Clienti  che quotidianamente, loro malgrado, sono costretti a frequentare il DSB.

Ora, bisogna sapere che qui non si sta parlando della sede distaccata di Roccacannuccia ma della sede del Distretto Sanitario Di Base di riferimento per una popolazione di circa 200.000 (duecentomila ) cittadini della ASL di Teramo, residenti nei territori della costa, della Vibrata e della vallata del Vomano. Stiamo parlando del DSB, la cui collocazione è stata definita nel Piano Sanitario Regionale, che ha scelto Roseto, non solo perché è la città più grande della Provincia, ma perché è baricentrica, rispetto al territorio che deve servire.

Ora, il cittadino comune deve sapere che il Comune di Roseto ha ufficialmente messo a disposizione della ASL di Teramo l’area di  Piazza Marco Polo, allo scopo di edificare in quella sede il nuovo Distretto Sanitario di Base.

Deve anche sapere che, quando il piano Sanitario Regionale prevede la costruzione di un distretto, deve necessariamente prevedere nel bilancio regionale,  e quindi anche nel bilancio dell’Azienda Sanitaria Regionale, il finanziamento dell’opera.

Ora è arrivato il momento che gli organismi dirigenti della ASL di Teramo dicano a chiare lettere:

1) quanti milioni di Euro sono stati destinati alla costruzione del DSB di Roseto?

2) di quali servizi vogliono dotare questa importante struttura?

3)con quale modalità vogliono attuare il progetto?

Ed infine…

4)quando cominciano i lavori?

Continueremo a riproporre queste domande fino a quando non ci sarà data una risposta e, se non basterà questo, cominceremo a chiedere perché si continuano a buttare via soldi per costruire,  ristrutturare e riadattare strutture territoriali fatiscenti che non hanno nessuna ragione di esistere? Perché si continua a bruciare milioni di Euro per attrezzare  reparti di ospedale che nessuno userà mai. Perché si continua a sperperare pubblico denaro senza un minimo di programmazione e senza tenere conto delle esigenze del territorio.

Consideriamo questa la madre di tutte le battaglie per la città di Roseto,  e per combattere questa battaglia chiameremo a raccolta tutti i 26.000 cittadini di Roseto, che hanno il diritto di vedere rispettato il loro diritto a disporre di servizi sanitari territoriali degli di questo nome. Chiederemo la collaborazione degli operatori sanitari del territorio. Chiameremo a raccolta tutti i medici, i paramedici, i funzionari, gli impiegati, che attualmente  lavorano nell’attuale DSB di Roseto, affinchè possano rivendicare il loro diritto a prestare la loro importante opera nelle condizioni dignitose che sono dovute ad una funzione così importante come la cura della salute dei cittadini”.

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