domenica, Ottobre 17, 2021
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Cratere sismico, desertificazione e ricostruzione. La strategia della sagra per far tornare la gente a casa

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di Maurizio Verdenelli

A Muccia (Macerata) nel centro martoriato del cratere sismico (“Anche la settimana scorsa una scossa di magnitudo 3.3” sussurra quasi il sindaco Mario Baroni) si è celebrata la festa del Ritorno. Sul palco tutti i successi di Rino Gaetano, e ai Giardini gente come non se ne vedeva dai tempi delle prime scosse del 24 agosto “che a Muccia non avevano fatto paura…prima della devastazione di fine ottobre” racconta ancora Baroni. Pronuba la buona carne di manzo alla griglia mentre il tribute a Rino Gaetano intonava “Il cielo e’ sempre piu’ blu”, Muccia è ritorna com’era. Con Baroni al tavolo pure Pietro Cecoli, primo cittadino di Montecavallo, anch’ egli due terremoti sulle spalle ed una settimana dopo una ‘sagra del castrato’ per vincere intanto una battaglia anti’desertificazione, mentre a Camporotondo di Fiastrone l’anniversario di Gioachino Rossini (150 anni dalla morte) sta servendo tramite un festival dove-c’è-di- tutto-un- po’, sta servendo lo stesso nobile scopo considerato che la ricostruzione ancora tarda.
 Davanti a loro Venanzo Ronchetti, sceso da Serravalle di Chienti, il ‘sindaco del terremoto’ del 97. Come Gino Bartali anch’ egli ha intonato, a proposito di ricostruzione pesante, il celeberrimo ‘gli e’ tutto da rifare’. Anzi ‘gli e’ tutto ancora da fare’. Temono la desertificazione i due sindaci e l’ ex scacciando poi la perfida idea: ‘Anche la costa ne avrebbe a soffrire della desertificazione (temuta). Le infrastrutture non sopporterebbero un plus eccessivo di popolazione’ . Il pensiero, ad un anno dalla riapertura di parte della zona rossa di Muccia (ma le cose non sono sistanzialmente cambiate) e’ a settembre, alle novita riguardo alla gestione commissariale. Chi e cosa cambiera’? Baroni, Cecoli e Ronchetti (sempre piu’ in bilico tra Bartali e Catone) ci sperano: “Come nel 97 ogni governatore delle regioni colpite dal sisma potrebbe diventare commissario di governo con pieni poteri. Con l’allora presidente D’Ambrosio ando’ benissimo”.
“Macche’ , illazioni giornalistiche. Al Governo si sta ora ragionando proprio di questo. Occhi puntati al 12 settembre ma al momento tutto e’ in evoluzione” ha affermato con sicurezza durante un incontro treiese attorno al recente decreto sul terremoto (convertito in legge ma sostanzialmente criticato in alcuni punti, da Mattarella) il deputato della Lega, Tullio Patassini. Che per due volte ha ribadito significativamente come su sua richiesta abbia ottenuto le relazioni post sisma di Lazio, Umbria, Abruzzo…e basta. All’appello mancherebbe solo la regione Marche. L’on. Patassini ha risposto a molte domande da parte di ‘sfollati’ e tecnici _c’e’ pure l’ ing. Gianfranco Ruffini, professionista di fiducia della diocesi di Macerata che ha gran parte del patrimonio edilizio lesionato. Si è parlato dell’ inchiesta Anubi della Finanza di Camerino. “Mi sono compiaciuto con il comandante” dice Patassini. Nessuna risposta a quella più recente della Procura generale di Ancona. Senza sostanziali risposte pure la domanda dall’uditorio di cogliere qualche elemento positivo della ‘ricostruzione-modello’ del ’97: tutto ricostruito eccetto il 10% e nessuna inchiesta penale. Questa ricostruzione, a due anni precisi dal 24 agosto 2016, non si vede per la verità, ma Patassini in conclusione ha assicurato: “Il Governo cambiera’ passo circa la ricostruzione”. Speriamo prima che il terzo inverno avanzi sulle piaghe irrisolte del ‘cratere sismico’ del Centritalia.
(Da sx Venanzo Ronchetti, Pietro Cecoli e Mario Baroni, a Muccia – foto Anna Maria Cecchini)
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