giovedì, Ottobre 21, 2021
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Discrimina di più il presunto razzismo o l’anti-razzismo?

In questi giorni se ne sentono di tutti i colori, dal caso dell’atleta della nazionale italiana di colore aggredita da alcuni balordi, alla deputata del Pd Ascani che accusa continuamente il Ministro Salvini di essere il fomentatore d’odio per eccellenza, nei confronti degli immigrati.

Facciamo un po’ di chiarezza, e chiamiamo in nostro aiuto la Treccani, che per “razzismo” intende quella “concezione fondata sul presupposto che esistano razze umane biologicamente e storicamente superiori ad altre razze. “

Ora, pensare che i lanciatori di uova alla povera Daisy fossero in grado di fare una valutazione socio-biologica così approfondita, ci sembra francamente da matti. Molto più probabilmente si tratta di qualche sciagurato che, non avendo di meglio da fare, passa le proprie giornate aggredendo le persone (soprattutto le donne) e vivendo di piccoli espedienti. A fronte di ciò vi è comunque chi punta il dito contro Salvini, contribuendo peraltro ad accrescerne la popolarità, sostenendo che è lui il mandante morale di questi cretini; e in questi due mesi di governo si è particolarmente distinta per le aspre critiche la deputata del Democratici, on. Anna Ascani. Lasciando da parte il battibecco sull’atleta di colore, un altro episodio colpisce molto, ovvero una risposta ad un tweet del Ministro dell’Interno che lo ritrae in un collage fotografico con molti cittadini di origine straniera.

Egli scrive testualmente: “Ricordo a politicanti e giornalisti buonisti che io non giudico le persone in base al colore della pelle, io le divido fra persone perbene e delinquenti. Per i primi in Italia c’è futuro, per gli altri no!”. Questa battuta ci fa pensare ad un approccio tutt’altro che razzista, ma che invece vuole andare nel merito della questione. La deputata però retwittando scrive: “La didascalia giusta sarebbe stata – non sono razzista, ho tanti amici neri – Vergogna”, quasi ad alludere ad una strumentalizzazione Salviniana sul colore della pelle per fare propaganda.

Non sta a noi decidere chi dei due ha ragione e dove finisca l’opportunità di propaganda, ci limitiamo però ad osservare che negli ultimi anni, ed in particolare negli ultimi due mesi, ogni episodio di cronaca che veda come vittima un individuo con la pelle scura, sia comunque un’occasione di scontro politico per attaccare Salvini. L’esempio della ragazza sopracitato ne è la prova evidente: i Carabinieri escludono si possa trattare di un atto a matrice razzista, e pochissimi giornali hanno parlato delle altre tre donne aggredite dai balordi lo stesso giorno, la cui unica colpa per non essere menzionate, era evidentemente quella di avere la pelle chiara.

C’è più discriminazione nel presunto razzismo o nell’anti-razzismo?

Enrico Bolzan