sabato, Settembre 18, 2021
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La luna di miele tra italiani e “Governo del cambiamento” a due mesi dall’insediamento

Sono passati due mesi esatti dalla consegna degli incarichi all’esecutivo di Conte e la luna di miele tra il neo-governo ed il popolo non sembra ancora venuta meno, anzi, dagli ultimi sondaggi pare proprio che gli elettori rinnoverebbero la fiducia ai gialloverdi.

Fresco fresco e ripreso come di consueto dal TgLa7 un sondaggio SWG che termina, come di consueto con le intenzioni di voto degli italiani, i quali per il 60% circa voterebbero, qualora fossero richiamati alle urne, uno dei due partiti di governo. Ed è singolare come ormai i rapporti di forza tra Lega e Movimento 5 Stelle si siano stabilizzati in un sostanziale testa a testa, dove le variazioni di mezzo punto percentuale alternano di settimana in settimana il partito favorito a discapito del secondo. Stessa cosa può dirsi dell’opposizione con Pd e Forza Italia che rispettivamente perdono 0,5-1% a discapito dell’altro a momenti alterni, contribuendo ad una situazione di discreta stabilità da un paio di mesi a questa parte.

In leggero ulteriore calo Fratelli d’Italia, con una lieve ripresa di Potere al Popolo a discapito di Liberi e Uguali, che comunque non sbilancia i contrappesi sinistra-destra. Come già notato in precedenza, su queste pagine, se dovessimo però considerare ancora come valide le coalizioni che si sono presentate alle elezioni del 4 marzo, il Centrodestra sarebbe in leggero vantaggio, beneficiando della crescita importante realizzata dal Carroccio, ed affermandosi sopra la soglia mentale del 40% (43% circa).

Potrebbe bastare per un rimescolamento delle carte? Probabilmente no, visto che il Paese continua ad essere spaccato in due, il che determinerebbe una proporzione troppo simile al 4 marzo nell’assegnazione dei seggi uninominali e quindi non porterebbe ad una maggioranza parlamentare adeguata.

Complessivamente il Parlamento viene ancora visto come un’istituzione che garantisce la democrazia (oltre 60%), trasversalmente tra tutti gli intervistati, con una leggera preferenza per la “democrazia diretta” da parte degli elettori pentastellati e una propensione verso un esecutivo più forte per gli elettori di Centrodestra. Un dato interessante che emerge dal sondaggio, invece, e che può servire come spunto per la redazione della prossima legge elettorale, riguarda l’espressione del voto politico per l’assegnazione dei seggi in parlamento: il 53% degli intervistati vorrebbe poter esprimere la propria preferenza (via i listini bloccati che abbiamo visto precompilati nella scheda di marzo) e un ulteriore 22% vorrebbe avere la possibilità di intervenire direttamente sulle leggi attraverso strumenti vincolanti. Contrariamente a quanto si sente dai big media, la popolazione non è anti-politica, ma anzi chiede di poter intervenire di più nelle scelte politiche, a partire proprio da quelle di rappresentanza.

Andrea Zappelli

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