sabato, gennaio 19, 2019
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“Voglio riabbracciare mio figlio”. Bimbo in Ucraina con la madre, l’appello di Gennaro Palumbo

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Dal  29 gennaio 2017 la vita di Gennaro Palumbo è cambiata. Quella sera rientra a casa e non trova più la convivente ucraina ed il figlio di 2 anni. Aspetta un giorno, tranquillizzato dai carabinieri, ma poi capisce che è successo qualcosa di grave. La donna era in realtà rientrata in Ucraina con il figlioletto. ”Da quel momento non dormo più bene. La mia vita non è più la stessa”. Gennaro, 35 anni, dal 2014 conviveva con la compagna di 29 anni, conosciuta nel 2013. Una convivenza iniziata dopo che la coppia aveva scoperto di aspettare un bambino. “Non c’erano stati fatti che mi facessero pensare alla possibilità di un’azione di questo tipo. Normali litigi di coppia – racconta Gennaro –  ma niente che giustificasse quello che è successo”. Tramite l’Interpol  riceve la comunicazione del luogo in cui si trova il bambino e la madre. L’Interpol  comunica a Gennaro che il bambino é vivo e che insieme alla madre erano assistiti dal loro Stato. In seguito Palumbo tramite i suoi avvocati  presenta una denuncia per sequestro di persona alla Procura. E già ci sono problemi con gli atti che devono essere tradotti per le autorità ucraine. Ma lui si attiva per smuovere le acque. Dimostra carte alla mano che è in grado di badare al bambino, mandarlo a scuola e via dicendo. Il caso finisce anche sul tavolo del Ministro degli esteri Angelino Alfano. Da allora però nulla si è mosso. Partecipa a trasmissioni televisive, organizza raccolte firme e crea pagine Facebook per sollecitare l’opinione pubblica. Ottiene tanta solidarietà da amici e sconosciuti o da chi sta affrontando lo stesso problema.

“ Ho sentito il bambino per telefono in questi mesi. L’ultima volta è stato a metà giugno. Non lo sento tranquillo. Tra l’altro la condizione economica di lei e dei suoi familiari è veramente difficile”. Il 4 giugno 2018 si apre il procedimento giudiziario. Fascicolo catalogato come “Urgente”. Il giudice accoglie il fascicolo delle indagini e controlla le notifiche, eseguite tutte regolarmente e nei tempi stabiliti. Udienza  rinviata. Ora le udienze sono sospese in Ucraina, in attesa di rogatoria internazionale. Il Processo penale in Italia è rinviato ad ottobre, ma ora almeno è incardinato nell’iter processuale. “Ci sono i presupposti per la decadenza della responsabilità genitoriale da parte di lei – afferma Gennaro- Mi ha fatto molto male sentire da un giudice che bisogna guardare più allo stato di fatto che di diritto. Non è un diritto sacrosanto quello di riabbracciare il proprio figlio?” Intanto lui aspetta con la tristezza nel cuore. Spera che la politica e la giustizia, in questo caso non solo quella italiana, sblocchi la situazione e permetta a un padre di vedere, parlare, giocare con  il proprio bimbo che sta crescendo. Come un qualsiasi padre.

Roberto Guidotti

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