mercoledì, Ottobre 20, 2021
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Facebook, censurato utente per aver difeso le Forze dell’Ordine

Alain Cocq

Censurato utente Facebook per aver postato un video, ed applicata una sospensione di 24 ore, con la motivazione che il post non rientrava negli standard della community. E’ possibile che a qualcuno abbia dato fastidio il commento di presentazione del filmato che riproduceva un fatto accaduto recentemente a Verona, dal quale si evincono chiaramente gli effetti di una legge approvata dall’ultimo Governo di sinistra, che ha reso “impotenti” le Forze dell’Ordine nel contrasto della malavita, lasciando ai delinquenti la possibilità di fuggire e mettendo a rischio la sicurezza del cittadino che ha la ventura di passare in quegli istanti. Come ben si vede nel filmato, le pattuglie intervenute per fermare un uomo, che non ha voluto farsi identificare, non sono riuscite ad avere la meglio su di lui. Quest’ultimo, nel darsi alla fuga, cerca di fermare un’auto, ed alla reazione del conducente, sicuramente terrorizzato, colpisce la vettura e vi si aggrappa.  

Una pericolosissima azione, frutto della impossibilità da parte delle forze dell’ordine di imporsi con i dovuti mezzi per non incorrere  nel reato di tortura, cui dalla giorno della promulgazione, tutto il personale ha drammaticamente timore di incorrere. La Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia era scesa  in campo dopo l’approvazione alla Camera del reato di tortura. “L’articolato va censurato sotto tutti i punti di vista – disse allora il Segretario Nazionale Consap Stefano Spagnoli – la spinta di questa legge incardinata in parlamento dal 2013, parte da Genova 2001 è solo una mera ”vendetta ad orologeria” di una classe politica che ha totalmente perso di vista i bisogni dei cittadini”. Una norma, questa, che senza dubbio svilisce e limita in maniera pericolosa le attività di tutte le forze dell’Ordine. Già un altro filmato, relativo ad un caso avvenuto a Palermo, nella centralissima piazza antistante la Stazione Centrale, aveva evidenziato l’assurdità del tutto. Per catturare un delinquente è stato necessario l’intervento di uno spropositato numero di Poliziotti, Carabinieri, Vigili Urbani, oltre ad una autoscala ed un’autopompa dei Vigili del Fuoco e ben due Ambulanze pronte ad intervenire.  Scene oseremmo dire fantozziane, ma purtroppo reali e troppo frequenti.

Proprio per evidenziare l’assurdità della norma voluta dalla sinistra, che mette a rischio l’incolumità prima delle Forze dell’Ordine e poi dei cittadini, l’utente Facebook aveva postato il video ed il commento, sperando che potesse essere ripreso da qualche esponente del Governo attuale, così da intervenire e restituire quella DIGNITOSA AUTORITA’ che le forze dell’ordine devono avere.  Ma, stranamente, il post è stato giudicato non rispettoso degli standard del Social, che può censurare e chiudere i profili a suo piacimento limitando così la libertà di espressione. Diventano sempre più frequenti le sospensioni e le chiusure di account di utenti chiaramente schierati per post dove esprimono moderatamente le proprie posizioni e le proprie divergenze verso quell’area politica definita di sinistra. Cosa che però non accade per critiche o immagini di istigazione all’odio da parte di personaggi legati ad altre aree. Come mai nessuno interviene? Nessuna autorità è preposta a dare giustizia agli utenti del social network? Certo risulta strano che questo social, che si erge a censore del popolo, non si capisce con quale autorità, poi autorizzi la pubblicità attraverso la sua piattaforma di strumenti devastanti di offesa, come le famose “ cazzottiere” o tirapugni, al costo di pochi euro e con invio a casa gratuito. Per di più con un sovrapprezzo di appena un euro si può avere la versione con delle punte. Si tratta di un attrezzo chiaramente offensivo e non difensivo come la pubblicità lo definisce, motivo per cui dovrebbe essere ritenuta ingannevole. A tutela dei diritti dei cittadini, tanto disattesi, non ci resta altro da fare che informare, almeno finché la censura non avrà il sopravvento.

Ettore Lembo

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