sabato, dicembre 15, 2018
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Bologna, Foggia, morti bianche: si può perdere la vita per “pochi spicci”?

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Bologna, Foggia, morti bianche: si può perdere la vita per “pochi spicci”? Tre gravissimi incidenti stradali sono balzati ad i tristi onori della cronaca , rispetto ad i numerosi altri altrettanto gravi ma relegati forse alla cronaca locale. Due analoghi, nel Foggiano, dove il bilancio di morte è stato pesantissimo, ed un terzo incidente, che nonostante la sua drammaticità, avrebbe potuto segnare un bilancio assai più drammatico di morti e coinvolti, se non fosse stato per il tempestivo intervento delle Forze dell’Ordine, Polizia e Carabinieri, che si sono prodigati eroicamente fin da subito e pagando anche loro un pesante tributo di feriti, e dei Vigili del Fuoco, prontamente intervenuti.  A tutti loro non può che andare il ringraziamento per il coraggio e l’autentica dedizione ed attaccamento al loro lavoro, nello svolgimento delle loro funzioni in situazione di estremo pericolo, visto che hanno contribuito a salvare numerose vite umane anche al rischio della loro. Le cronache hanno abbondantemente descritto ciò che è avvenuto.

Ad eccezione del drammatico tamponamento a Bologna con inclusa esplosione di una cisterna che trasportava GPL, che ha provocato 1 morto e quasi 150 feriti, gli altri due incidenti sono balzati agli onori della cronaca non solo per il numero dei morti, bensì perché le vittime sembrerebbero aver lavorato in ambiente degradato, e sarebbero state sottoposte, questa la pista che si sta seguendo, all’egida del caporalato. Dibattiti, manifestazioni, discussioni su lavoro nero, immigrazione, contratti di lavoro. In realtà ogni anno si registra un numero impressionante di morti bianche. Persone che perdono la vita semplicemente per svolgere le proprie mansioni in contesti di sicurezza certamente da rivedere.  Certo, per quanto riguarda Bologna il bilancio dei feriti è stato terribile, con un “botto esplosivo”, ripreso dalla tv e mandato in onda a ripetizione, uno spettacolo mediatico non usuale,  con l’aggravante di dover chiudere per un lasso di tempo , da tre a cinque mesi, un importante snodo stradale. Nel Foggiano parliamo invece di 16 morti tutti immigrati, braccianti agricoli, che con la loro triste vicenda hanno nuovamente messo in luce un annoso problema mai veramente risolto.  Due incidenti simili, nella stessa zona, con modalità analoghe, entrambi con il coinvolgimento di mezzi, 2 camion adibiti a trasporto di pomodori e due furgoni carichi di esseri umani.  Ma quanti italiani ogni giorno si spostano per raggiungere il posto di lavoro, magari sfruttati, magari in condizioni di sicurezza minimali? Il problema è ben più ampio e meriterebbe attenzione a 360 gradi. La questione da trattare è il degrado del mondo del lavoro, perchè, ormai da decenni, lo sfruttamento generalizzato è una realtà assodata e consolidata. E pur di lavorare, e portare a casa un minimo stipendio, siamo disposti ad accettare qualsiasi cosa. 

Ettore Lembo

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