domenica, Ottobre 24, 2021
Home > Italia > I primi due mesi e mezzo del premier Giuseppe Conte

I primi due mesi e mezzo del premier Giuseppe Conte

Il giro del mondo in 80 giorni è un po’ quello che ci ha fatto vivere il neo-premier Giuseppe Conte, sconosciuto ai più fino a due mesi fa, giornalisti inclusi. I più pignoli ne avevano approfondito le vicende quando al culmine della campagna elettorale per le elezioni politiche del 4 marzo scorso era stato presentato nella squadra di governo penta stellata.

E, dobbiamo ammetterlo, in aria di insediamento, il nostro Primo Ministro non è che abbia fatto proprio una gran figura, con un curriculum di 18 pagine di cui molte voci sono state evidentemente esagerate. Ma dal 1 giugno, effettivamente, il professore non ha sbagliato un colpo. È abbastanza insolito, infatti, che un Premier abbia tutto sommato il benestare della stampa e dell’opinione pubblica, dei due partiti che lo sostengono (ovviamente), ma anche tutto sommato delle opposizioni e degli intellettuali e cronisti politici.

In una parola, Giuseppe Conte è veramente un premier di Compromesso. Tra le parti sociali, nei toni, nei modi, nell’età. E probabilmente era quello che ci voleva, in un Paese che non è più abituato alla “normalità”. Egli stesso, qualche giorno fa, si è definito “né carne né pesce”, dove la carne evidentemente era riferita al leader leghista, Matteo Salvini, che come il toro di Wall Street, ha fatto fare un’impennata nei sondaggi al suo movimento, mentre il pesce, neanche a dirlo, è Luigi Di Maio, quantomeno per gli occhi fissi e inespressivi.

Perfino per il suo compleanno, la stampa “di regime” ha eccessivamente enfatizzato la sobrietà del rinfresco con cui il Premier ha voluto festeggiare, mentre alcune fonti affermavano si fosse trattato di una festa a sorpresa. Con chiunque altro, l’editoria antagonista alla maggioranza parlamentare, non avrebbe fatto prigionieri; ma con Conte no, anzi, tutti si sono stretti intorno al Premier in un ritrovato senso di unità nazionale, per augurargli altri 54 anni come questi.

Se la strategia di Conte si rivelerà vincente, lo sapremo solo col passare del tempo, ma per ora è uno dei pochi risultati di un Governo del Cambiamento, che soprattutto nella sua maggioranza relativa a cinque stelle, fa fatica a partire. Intanto il suo sottosegretario Giorgetti, fino a poche ore dalla nomina in lizza nel toto-premier, sta acquisendo un ruolo sempre più marginale, o meglio, meno istituzionale e più di partito. Vedremo se il Conte riuscirà infine a diventare Re!

Enrico Bolzan

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net