sabato, Ottobre 16, 2021
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Ponte Morandi: dopo Genova tocca a Roma? Mancata risposta ad interrogazione dello scorso gennaio

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Sono stati officiati ieri funerali di Stato delle 19 vittime del crollo del Ponte Morandi a Genova – si ricorda che i familiari delle altre vittime hanno scelto di celebrarli in forma privata – ed ora da ogni parte d’Italia, a torto o ragione, ci si interroga sulla sicurezza degli innumerevoli ponti autostradali che quotidianamente vengono attraversati da milioni di veicoli.

In tempi non sospetti, dopo un convegno tenutosi il 13 Dicembre dall’Università la Sapienza di Roma facoltà di Ingegneria ed Architettura sul tema “criticità dei ponti storici della Città di Roma”, il Capogruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio, Onorevole Andrea De Priamo, aveva posto una interrogazione urgente all’Assemblea Capitolina inerente la stabilità e la sicurezza del ponte della Magliana, paradossalmente simile al ponte genovese collassato la vigilia di ferragosto e realizzato con la stessa tecnica dallo stesso progettista, e del ponte Guglielmo Marconi, finiti di costruire uno nel 1948 e l’altro nel 1955, quindi fortemente datati.

Interrogazione regolarmente pervenuta con Protocollo R.Q 1481 del 23 GENNAIO 2018, ben 7 mesi prima del disastro di Genova e, nonostante l’urgenza, ad oggi sembrerebbe non essere pervenuta risposta alcuna.

L’interrogazione parte dal fermo convincimento, evidenziato della relazione tecnica stilata dai Professori della nota Università e presentata al convegno insieme ad altri documenti, che ritengono debba essere fatta una urgente valutazione per la messa fuori servizio dei su detti ponti a causa del loro deterioramento.

Nell’interrogazione si chiede inoltre se l’amministrazione comunale è in possesso di documenti che possano far ritenere superate le convinzioni dell’autorevole studio proposto al convegno dell’Università della Sapienza, e la motivazione per la quale l’amministrazione Capitolina, pur essendo stata invitata a partecipare al convegno, ha deciso di non intervenire.

Certo diventa ancor più preoccupante l’apprendere, secondo lo stesso Di Priamo, che in questi giorni il Prof. Calzona ha asserito, presso alcuni organi di Stampa pubblica, che il ponte sulla Magliana non ha mai subito un collaudo, risultando quindi fuorilegge dal 1950.

Affermazioni GRAVISSIME che imporrebbero l’immediata chiusura dei su detti assi di viabilità, consapevoli dei gravissimi disagi, ma che potrebbero evitare un disastro inimmaginabile, considerato l’intenso traffico che smaltiscono.

Negli ultimi anni, diversi sono stati i ponti crollati da nord a sud in Italia e che hanno destato preoccupazione nell’opinione pubblica avendo per di più provocato alcuni morti.

Di sicuro il crollo del Ponte Morandi di Genova, chiamato affettuosamente dai Genovesi il “ponte di Brooklyn”, ha riproposto in tutta la sua drammaticità il problema della mancanza di manutenzione e di sicurezza che le nostre infrastrutture subiscono, malgrado in sede di conferenza stampa sia stato asserito ieri che per quanto riguarda Genova nessun intervento è stato negli anni trascurato.

Si spera la Magistratura possa fare presto chiarezza, anche per il rispetto delle 43 vittime e dei numerosi feriti, oltre che per la Città di Genova, che è rimasta divisa e che subirà fortissimi disagi essendo il ponte crollato la principale via di collegamento tra il versante di levante e quello di ponente.  In Italia sono veramente tantissimi i ponti segnalati come pericolanti o ritenuti ad alto rischio, cui però le autorità o gli enti preposti, non si pronunciano o non pongono seri provvedimenti.

Sappiamo tuttavia che a Roma potrebbe verificarsi una situazione di elevato pericolo, e l’autorevole studio dell’Università “ La Sapienza” di Roma lo dimostra.

Dobbiamo prepararci ad una nuova conta di vittime?

Ettore Lembo

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