mercoledì, dicembre 12, 2018
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Diciotti, Giuseppe Conte: “Ma l’Europa vuole battere un colpo?”

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Scesi i minori dalla nave Diciotti. Ma nel frattempo infuria la polemica. Salvini tira dritto: “Non temo assolutamente nulla. Ho la coscienza più che a posto. Ieri ho parlato con il presidente Conte, che è persona con cui lavoro benissimo e con cui siamo in perfetta sintonia da due mesi e mezzo”. E scrive su Facebook: “Pare che per la nave Diciotti, ferma nel porto di Catania, la Procura stia indagando “ignoti” per “trattenimento illecito” e sequestro di persona. Nessun ignoto, INDAGATE ME! Sono io che non voglio che altri CLANDESTINI (questo sono nella maggioranza dei casi) sbarchino in Italia.
Se mi arrestano, mi venite a trovare Amici?”. Il premier Giuseppe Conte si appella all’Europa: “Le Istituzioni europee, che pure su mia sollecitazione avevano accolto l’idea di una “cabina di regia” utile a gestire le emergenze degli sbarchi, cosa aspettano a intervenire per operare la redistribuzione dei migranti che sono a bordo della nave italiana Diciotti, ancorata nel porto di Catania? Ancora una volta l’Italia sta mostrando il suo volto umanitario, ma il prezzo non può essere rimanere abbandonata a se stessa. Nei giorni scorsi la nostra Guardia Costiera ha raccolto l’Sos lanciato da un barcone di migranti al largo di Lampedusa, peraltro in acque Sar maltesi, e ha prestato immediato soccorso umanitario, portando a terra tredici persone che erano in condizioni critiche e imbarcando sulla nave Diciotti le restanti 177. Se non fossimo intervenuti molte persone sarebbero morte, come dimostra il ritrovamento, poche ore dopo, dai resti del gommone affondato. Adesso attendiamo una risposta forte e chiara da parte delle Istituzioni europee e una risposta adeguata dagli altri Paesi europei. A queste risposte dovranno però seguire i fatti: la gara di solidarietà che si era sviluppata a seguito del precedente sbarco di Pozzallo ha avuto un seguito “modestissimo”. Solo la Francia ha onorato l’impegno, accogliendo 47 migranti. Rimaniamo ancora in attesa che la Germania, il Portogallo, la Spagna, l’Irlanda e Malta diano seguito agli impegni assunti”. Dall’altra parte della barricata, viene reso noto che la riunione di domani degli sherpa a Bruxelles per trovare soluzioni a lungo termine sul problema degli sbarchi “é aperta a qualsiasi Stato interessato a trovare soluzione europee”. Lo ha detto Winterstein, portavoce della Commissione Ue, precisando che per l’incontro “ci siamo rivolti a quegli Stati membri che ci hanno dato sostegno nelle recenti operazioni, così come a quei direttamente colpiti”. Tuttavia ha aggiunto “l’incontro è aperto” a tutti gli Stati che vogliono collaborare a “soluzioni europee”.

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