martedì, Ottobre 19, 2021
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Mons. Brugnaro: “Quando Errani non volle ascoltare il mio consiglio”

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di Maurizio Verdenelli

Mons. Brugnaro: “Quando Errani non volle ascoltare il mio consiglio”. A due anni dal sisma. Al forum di Muccia il saluto del ministro Bonisoli e della commissaria De Micheli. Un nuovo patto Umbria-Marche. Per la ricostruzione pubblica stanziati 1.643.000.000 euro.

A due anni dal terremoto del Centritalia: cosa è rimasto? Tutto (da fare)

Il bilancio è rosso (come le zone dei centri storici implosi sotto i colpi soprattutto della ‘botta grossa’ di ottobre): rosso shocking. La spettroscopia è stata elaborata a conclusione dal forum ‘Ricostruire è ritornare’ che venerdì, a 24 mesi dai 300 morti di Amatrice, Arquata del tronto ed Accumoli, è stata organizzata dal comune di Muccia (devastato dalle scosse dell’ottobre successivo) e dal giornalista Maurizio Verdenelli. Un forum che ha avuto il saluto ufficiale –tramite la propria consigliera Daniela Tisi- del ministro Alberto Bonisoli, ben consapevole come possa essere la Cultura il volano della rinascita in un territorio, quello maceratese (il più colpito nel bilancio degli eventis sismici 2016/20176) dove ci sono due università e borghi unici per storia e tesori artistici. “Glielo avevo detto subito al commissario Errani: questo terremoto è ben diverso da quello dell’Emiulias-Romagna perché territorio, eccellenze locali e popolazioni sono ben diverse. Ed ora, dopo aver perduto tanto tempo, c’è solo da fare in fretta…” ha ammonito in apertura l’arcivescovo di camerino-San Severino, mons. Brugnaro. Alto è stato l’appello del prorettore dell’Università di Camerino, il perugino Andrea Spaterna: “Resistere e ritornare: Unicam attrae giovani da tutti Italia ed ogni studente è un seme per questa terra che ha bisogno d’aiuto e vicinanza”. Da parte sua, la prof. Eleonora Cutrini (Unimc) ha delineato un nuovo progetto per l’Appennino umbro marchigiano prossimo alla desertificazione: popolazione dimezzata, 500 imprese perdute, e dove si assiste ad un doppio viaggio di ritorno. Chi rientra all’ombra delle montagne, nelle nuove casette, dopo un po’ se ne va nuovamente lungo la costa per riprendere quella nuova vita appena intravista.

Ed un nuovo patto tra Umbria e Marche, legate da quella magnifica Terra di mezzo che è l’altopiano di Colfiorito, è stato siglato nel corso del forum presso l’eremo muccese del Beato Rizzerio, il ‘carissimo discepolo’ marchigiano di san Francesco d’Assisi. A siglarlo il sindaco di Muccia, Mario Baroni e l’assessore folignate (con delega al parco di Colfiorito), Paolo Gubbini che ha pure parlato in rappresentanza del sindaco Nando Mismetti. Ed alta si è levata la voce dell’ing. Cesare Spuri, direttore dell’ufficio speciale per la ricostruzione a lanciare l’allarme: occorre cambiare passo, muoversi. Verificare e controllare certo, ma con ritmi migliori altrimenti 36.000 cantieri saranno aperti solo nello spazio di 10 anni. Quando non ci sarà cioè più nulla da ricostruire. Insomma meno burocrazia per ripetere il modello del ’97 quando la ricostruzione avvenne con passo sensibilmente più veloce di questo. Il serravallese Venanzo Ronchetti, il sindaco del terremoto del ’97, ha chiesto all’assessore regionale Angelo Sciapichetti quanti soldi sono in cassa. Pronta la risposta: un miliardo e seicentoquarantatrè milioni già stanziati per la ricostruzione pubblica. Così suddivisi. Scuole, 326 milioni, piani Opere pubbliche 434, edilizia residenziale 97, chiese e beni culturali 118, caserme 75, strade, Anas: 549, donazioni 44.

Tanti gli interventi. Dai parlamentari leghisti: sen. Pazzaglini (sindaco di Visso), on. Tullio Patassini (relatore di maggioranza del decreto legge ‘sisma); dai deputati penta stellati, l’ascolana Rachele Silvestri e Patrizia Terzoni, che ha criticato il Presidente Mattarella per aver firmato ‘con riserva’ il decreto in quanto contenente un eccesso di ‘novità’ …”mentre a noi son sembrate troppo poche” ha detto l’onorevole fabrianese al suo secondo mandato. Tutti i rappresentanti del Parlamento (assente al forum solo l’on. Morgoni, Pd) erano reduci, la sera prima, dalla commemorazione nei luoghi del disastro del 24 agosto tra Marche e Lazio, insieme con il premier Conte. Grande commozione nella grande sala straripante di gente, tanti applausi mentre mons. Brugnaro ha chiesto ed ottenuto un minuto di silenzio per onorare la memoria delle vittime di quella tragica notte d’agosto.

Chi si aspettava indiscrezioni, dal convegno, circa il nome del nuovo commissario (l’attuale l’on. Paola De Micheli ha inviato i suoi saluti ai presenti) è rimasto deluso. Il nome è tenuto segretissimo, intanto Sciapichetti ha invitato tutti alla pax politica nel nome della rinascita del ‘cratere sismico’, intervenendo insieme con Patrassini e Baroni ad una cena a Massaprofoglio a conclusione di una riuscita sagra del tartufo che in cima alla montagna che divide due regioni ha portato i due giorni oltre mille persone. Anche così si può ritornare a sperare di poter vincere la desertificazione. E pure con il modello Pindemonte evocato dal capogruppo del M5S in regione, Giovanni Maggi (con lui la consigliera Romina Pergolesi): “Un quartiere di Ancona raso al suolo dalla calamità del 72 ricostruito così com’era, respingendo l’idea di villette a schiera”.

Già, così com’eravamo. Perché l’identità delle popolazioni si forma attraverso simboli condivisi, ha indicato mons. Brugnaro, firma autorevole ormai da alcuni mesi de ‘Il Fatto quotidiano’ dove settimanalmente ‘spiega’ il Vangelo della domenica.

In sala tanti sindaci (è intervenuta Rosa Piermattei, San Severino, elogiata per il suo fervore amministrativo, dall’assessore Sciapichetti). A nome di tutti, Mario Baroni ha chiesto all’amministratore unico di Quadrilatero, Guido Perosino, un’agenda delle cose da fare subito. “Ad esempio, perché nelle lunghissime gallerie non esiste il segnale telefonico?”. E Perosino: “Tutto è stato predisposto, ma anch’io mi trovo impotente rispetto a certe decisioni”.

Un convegno riuscito con un bilancio davvero negativo alle spalle, tuttavia con nuove fondate aspettative. Hanno partecipato la capodelegazione del Fai di macerata, prof.ssa Maria Paola Scialdone, e la figlia di Nonna Peppina, Agata Turchetti e il sismologo Unicam, prof. Emanuele Tondi che in occasione del triste anniversario aveva pubblicato un carnet des doliances delle cose mai fatte. Per un evento straordinario come il terremoto del 2016/2017, è stato in definitiva detto, non occorrono leggi straordinarie ma basterebbero quelle ordinarie con velocità, impegno, e burocrazia al minimo. I controlli certo vanno fatti _peraltro la malavita è ben presente e l’onestà di adesso, come l’operazione Anubi della GdF indica, appare diversa rispetto a 20 anni fa quando la ricostruzione apparve indenne da inchieste giudiziarie_ ma non possono di fatto bloccare, con sistemi ripetuti e farraginosi, l’iter di una ricostruzione di una Italia ‘ferita a morte’. (Foto di Luciano Carletti)

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