martedì, agosto 20, 2019
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Figlia sottratta, Thomas Karzelek la riporta in Germania e ora rischia l’arresto e l’estradizione in Polonia

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“Per fortuna lei ora è qui e ci godiamo il nostro tempo comune. La giustizia polacca agisce contro il diritto, contro la bambina, contro la nostra famiglia. Le autorità polacche hanno reso impossibile la nostra vita in Germania, al confine polacco. Sono un cittadino tedesco, non ho fatto niente di male e mi devo “nascondere” nel mio paese”.

Questa è la storia di Thomas Karzelek , fondatore e presidente dell’associazione SOS Kindesentführung e.V., che si occupa in Germania di sottrazioni internazionali di minori.

Da diversi anni la figlia di Thomas Karzelek soffre per via della guerra tra i suoi genitori. La bimba fu sottratta dalla madre per essere portata in Polonia, è stata ricondotta in Germania, e non ha mai potuto vivere una vita normale. Adesso sembrerebbe vivere un brandello di normalità. Il suo tedesco migliora sempre di più, racconta suo padre Thomas Karzelek: “Noi le abbiamo insegnato anche ad andare in bicicletta ed a nuotare, tutte cose non sapeva fare”. Persino mangiare con il coltello e la forchetta è ancora un problema.
Se è vero ciò che afferma il padre, la piccola sta facendo progressi nella sua nuova vita. Ma non si tratta ancora di una vita normale perché da mesi non sussistono contatti con la madre. Per paura della polizia polacca e di ritorsioni da parte della famiglia in Polonia, Karzelek, insieme ai due figli,  si è recentemente trasferito dal Meclemburgo pre Pomerania nella Renania settentrionale- Vestfalia – molto lontano dal confine polacco. “Lì sarei stato sottoposto al pericolo  – spiega – che la polizia polacca mi potesse catturare e portare in Polonia”. Questo perchè secondo una convenzione tedesco-polacca la polizia può penetrare fino a 10 chilometri all’interno dell’ altro paese, se c’è ne bisogno ( Karzelek abitava a Löcknitz a 10 Km dal confine polacco). Ed i polacchi vogliono vedere il signor Karzelek al più presto possibile in galera. L’accusa: privazione della libertà privata.

I polacchi accusano il padre di violazione della libertà privata poichè è andato a riprendersi sua figlia 


Karzelek deve mettere ogni giorno in conto che anche nella Renania settentrionale-Vestfalia potrebbe essere arrestato, ma da parte della polizia tedesca. Dal 2011, Karzelek e la madre polacca della bambina si fanno la guerra per la figlia, che è nata in Germania e cresciuta nella zona dello Strohgäu. Dopo svariati tentativi di sottrazione senza successo, la madre ha rapito la bambina nell’ottobre 2014 in maniera violenta da Ditzingen in Polonia. Solo nel 2017 fu ritrovata, ma tutti i tentativi del padre di riportare sua figlia per le vie legali nella sua patria di origine fallirono. Per questo motivo decise di andare a prrendersi sua figlia per poi scomparire.
Nonostante l’uomo abbia l’affidamento esclusivo della bambina, la polizia polacca ha valutato l’azione di questo padre come una violazione della libertà privata ed ha richiesto il mandato di cattura europeo. Sulla base di accordi internazionali la polizia tedesca deve arrestare Karzelek. E per gravi reati come la violazione della libertà privata, la Germania è obbligata ad estradarlo. La speranza dell’uomo si basa adesso su di una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea  25.07.2018 C-216- 18 PPU, che a luglio ha decretato come i mandati di cattura provenienti dalla Polonia all’interno della comunità europea possano essere rigettati nel momento in cui si corre il pericolo che l’imputato non sia soggetto ad un equo processo. “Il fatto che io in Polonia non sia stato mai trattato in maniera equa, lo posso documentare in maniera evidente”, dichiara Karzelek.

La madre rifiuta in maniera palese ogni compromesso

Fino ad ora in Germania per questo caso è stato competente il tribunale di prima istanza di Lufwigsburg. Ma “per l’estradizione decide sempre una corte d’appello competente per il luogo dove l’interessato è stato arrestato”, dichiara il portavoce Ulf Hiestermann – in questo caso probabilmente nella Renania settentrionale – Vestfalia. La possibilità di un accordo extra-giudiziale tra madre è padre si è nel frattempo azzerata. Dopo avere riportato la bambina in Germania, Karzelek propose alla madre una mediazione con lo scopo di giungere ad una regolamentazione dei diritti di visita. Soltanto di recente la risposta: “Lei non ha assolutamente accettato – spiega l’uomo – , bensì ha solamente scritto che io le devo ridare indietro la bimba”.

Altri casi di sottrazione internazionale di minori con la Polonia

Molte vittime di sottrazione internazionale di minori che hanno a che fare con la Polonia si sono rivolte all’associazione del Presidente Thomas Karzelek  SOS Kindesentführung e.V. chiedendo aiuto. Si tratta di padri che avrebbero l’affido esclusivo dei figli ignorato però di fatto. Tra questi anche casi italiani.

Parliamo di:

 –  Lo spagnolo Alberto Encinas, il quale ha l’affido esclusivo sulla figlia rapita in Polonia, vincendo lì entrambi i due gradi di giudizio per il rimpatrio della figlia ai sensi della convenzione dell’Aja del 1980 sulle sottrazioni internazionali di minori  ma semplicemente mai resi esecutive. Contro la madre c’è anche un mandato di cattura europeo ma non viene semplicemente eseguito dalla giustizia polacca. Lui cerca la figlia da cinque anni e non si trova nonostante risulti che lei sostiene gli esami a scuola

– Il belga Stefaan Van Rumst, il quale ha l’affido esclusivo sui figli rapiti in Polonia dalla madre con una sentenza passata in giudicato in Belgio ai sensi del regolamento Bruxelles II bis con titolo immediatamente esecutivo restituzione dei minori, ma ignorato dalla Polonia che lo ha sottoscritto e ratificato.

In precedenza aveva vinto la prima sentenza di rimpatrio in Polonia ai sensi della convenzione dell’Aja del 1980 sulle sottrazioni internazionali di minori, ma in corte d’appello polacca in seconda istanza veniva deciso il diniego del rimpatrio in Belgio per via dell’intervento diretto del ministro della giustizia polacca Ziobro in persona il quale in seguito festeggiava il suo grosso successo presso la stampa polacca.

– Ci sono anche casi italiani tra cui quello del sig. Giuseppe Verrascina, il quale ha l’affido esclusivo sui figli, vincendo entrambi i gradi di giudizio nella causa di rimpatrio ai sensi  della convenzione dell’Aja del 1980 sulle sottrazioni internazionali di minori , sentenze con titoli esecutivi, sui figli c’è la segnalazione nel circuito Schengen/Sirene. Recentemente ha vinto in data 23 luglio 2018 una causa in Polonia dove il giudice del tribunale dei minori dava ragione a lui nuovamente, lui è stato seguito in questa sua vicenda dall’avvocatessa Elisabetta Verrascina, sua sorella.

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