giovedì, Febbraio 25, 2021
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Bonafede: “Non lasceremo scampo a chi intraprende la strada della corruzione”

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“La corruzione è un “mostro” che bisogna sconfiggere, ce lo dicono i dati ma ce lo dicono soprattutto i cittadini. Costa alla collettività un prezzo elevatissimo in termini economici e sociali, danneggiando complessivamente l’economia, la crescita culturale e sociale del Paese, l’immagine della pubblica amministrazione e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”. Così il vice premier Luigi Di Maio sul proprio profilo Facebook. Guerra aperta alla corruzione, quindi. Un problema sentito e vissuto da sempre dagli italiani perbene come un ostacolo allo sviluppo del Paese. Una sorta di barriera innalzata a separare il mondo sommerso che gestisce affari, lavoro, economia con il sistema dello scambio, di favori o denaro e quello degli onesti, destinati a rimanere al di là del muro.

“Il problema – scrive Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede sul Blog delle Stelle –  è che gli interventi legislativi di questi anni non hanno inciso in alcun modo ed è ancora difficile riuscire a indagare questi fenomeni. Anche quando si riescono a scoprire le trame corruttive, grazie agli sforzi profusi da inquirenti e investigatori, risulta ancora difficile riuscire a provarle.

Prendiamo ad esempio la corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, quando, praticamente, un dipendente della pubblica amministrazione si presta alla corruzione sfruttando il suo ruolo. L’anno scorso le sentenze di condanna sono state 261 (in 140 hanno usufruito della condizionale). Se guardiamo al 2016, le condanne sono state 163. Numeri evidentemente esigui rispetto alla portata del fenomeno e dati che, nel corso degli anni, sono pressoché stabili, a dimostrazione che gli interventi fatti finora sono stati inefficaci.

Bisogna intervenire per dare a inquirenti e investigatori strumenti più efficaci e innovativi. Serve rendere la corruzione un atto ostile, da osteggiare, con specifiche disposizioni. Chiunque dovrà pensarci sopra mille volte prima di intraprendere la strada della corruzione. È arrivato il momento!”

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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