domenica, Ottobre 24, 2021
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Casa circondariale di Napoli Poggioreale, aggrediti due poliziotti penitenziari

santa maria capua vetere

Nella tarda mattinata odierna, presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale, un detenuto di nazionalità algerina pretendeva la somministrazione di medicinali che non gli erano stati prescritti: successivamente il detenuto si è rifiutato di rientrare in cella e ha aggredito l’agente di servizio e l’altro appartenente alla Polizia Penitenziaria accorso; il detenuto incitava nel contempo gli altri detenuti presenti in reparto che inveivano con urla e minacce nei confronti degli Agenti che hanno dovuto fare ricorso alle cure del caso presso il Pronto Soccorso.

A dare la notizia è l’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Leo Beneduci che dichiara: “Si tratta dell’ennesimo episodio occorso in danno del personale di Polizia
Penitenziaria in una struttura in cui appare sempre più difficile tenere in piedi l’effettivo mantenimento dell’ordine e della sicurezza interni, con riguardo a una popolazione detenuta che oltre ai picchi di sovraffollamento è composta da soggetti
ad alto indice di pericolosità, rispetto alle politiche di eccessivo concessivismo trattamentale volute dall’attuale Direzione.
“Soprattutto – prosegue il leader dell’OSAPP- appare arduo conciliare le molteplici attività e gli infiniti controlli a cui è addetto il personale di Napoli Poggioreale con una carenza di organico effettiva di almeno 300 trecento Poliziotti Penitenziari, determinata dalle non puntuali decisioni in materia volute dell’Amministrazione Penitenziaria Centrale lo scorso anno e che i piani ferie estive non hanno fatto altro che accentuare in danno del personale del Corpo che si trova in alcuni casi a gestire tre piani detentivi in contemporanea.

“Permane infine – conclude Beneduci – il grave problema di un personale di Polizia, quale è quello del Corpo di Polizia Penitenziaria che si trova ad affrontare le quotidiani emergenze e situazioni anche di estrema violenza, praticamente a mani nude e senza quegli ausili di cui dispongono le altre forze di Polizia sul territorio. In tal senso si rivolge appello ai responsabili dell’Amministrazione Penitenziaria e del Dicastero della Giustizia sia riguardo all’integrazione di quegli organici che appaiono insufficienti addirittura a gestire l’ordinaria vita penitenziaria, nonché per l’adozione di strumenti idonei a tutelare l’incolumità personale degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria oltre che per l’adozione di quelle misure a carattere normativo/procedurale intesi a reprimere situazioni di insostenibile violenza”.

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