mercoledì, Ottobre 20, 2021
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Ponte Morandi, a Genova esplode la rabbia degli sfollati. Consegnata alla Procura una lista di 13 nomi

ponte morandi

GENOVA – Ci sono novità importanti sul fronte dell’inchiesta del crollo del ponte Morandi a Genova, che il 14 agosto ha provocato la morte di 43 persone.  Non ci sono indagati, ma una lista di nomi, che la Guardia di Finanza ha consegnato alla Procura, e che potrebbero avere responsabilità diretta o indiretta nella tragedia in quanto a conoscenza di ben definite criticità. Inoltre, sembrerebbe essere stata esclusa in via definitiva l’ipotesi che il cedimento possa essere stato provocato dalla caduta di un fulmine. Oggi, in Regione, Consiglio regionale congiunto con il Consiglio comunale, a cui hanno partecipato i cittadini coinvolti, gli sfollati, che gridano “rispetto-rispetto”.

Circa 50 i manifestanti. A conclusione dell’intervento del commissario per l’emergenza, Giovanni Toti, hanno espresso tutta la loro rabbia gridando: “Veniamo prima noi delle imprese, veniamo prima noi della viabilità, ci siamo prima noi, vogliamo la casa!” La rabbia degli sfollati è stata placata dall’intervento del sindaco Marco Bucci: “Vi capisco, ma dobbiamo cercare di lavorare insieme”.

Sono 13 i nominativi, consegnati alla Procura, riferibili a persone che si sono occupate del progetto di ristrutturazione del viadotto del ponte Morandi dal 2015, ma i magistrati potrebbero decidere di andare indietro nel tempo e quindi la lista di nomi potrebbe diventare di 25 unità.

Intanto i periti dei pm hanno consegnato una prima relazione sulle probabili cause del crollo attribuendole a un “cedimento strutturale all’antenna del pilone 9, il punto in cui i tiranti si congiungono all’estremità del sostegno. Gli investigatori hanno potuto ravvisare come almeno in un’occasione i dirigenti del Mit avessero palesato la certezza che sul restyling del Morandi i tempi si stessero dilatando oltremisura.

Le persone che secondo la Gdf sarebbero state a conoscenza della pericolosità del ponte Morandi in Autostrade sono: Fabio Cerchiai (presidente), Giovanni Castellucci (Ad), Paolo Berti (direttore centrale operazioni), Michelle Donferri Mitelli (direttore maintenance e investimenti), Stefano Marigliani (direttore primo tronco). “Al Mit consapevoli dei ritardi” ci sono tre di Spea engineering, controllata da Autostrade che avrebbe dovuto eseguire la ristrutturazione ai tiranti: Antonio Galatà (amministratore delegato), Massimo Bazzarelli (coordinatore attività progettazione ufficio sicurezza), Massimiliano Giacobbi (responsabile progetto “retrofitting” dei tiranti). Cinque i funzionari pubblici, tre della Direzione generale per la vigilanza sulle concessioni autostradali (Roma): Vincenzo Cinelli (capo), Bruno Santoro (responsabile controlli qualità servizio autostradale), Giovanni Proietti (capo divisione analisi e investimenti). Infine il Provveditore alle opere pubbliche di Liguria e Piemonte Roberto Ferrazza e il capo ufficio ispettivo territoriale Carmine Testa. Dallo scambio di comunicazioni tra le due articolazioni del Mit, hanno appurato gli inquirenti, si comprende come pure al Ministero ci fosse certezza che sul Morandi si stava perdendo tempo.

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