domenica, Ottobre 17, 2021
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Conte a Cernobbio: non siamo sprovveduti, cambieremo il Paese

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Ieri dalla 44esima edizione del  Forum Ambrosetti a Cernobbio sul Lago di Como il Primo Ministro Conte ha voluto rassicurare gli imprenditori, i mercati finanziari e gli osservatori internazionali sulle intenzioni della maggioranza di governo in relazione al futuro varo della legge di stabilità per il prossimo anno. “Al governo siamo tutte persone ragionevoli, e non una banda di scriteriati”.ha dichiarato Giuseppe Conte in occasione della sua prima visita alla platea del Forum a Villa d’Este di Cernobbio, dove è intervenuto. “Siamo molto coesi – ha aggiunto -,leggo di discussioni sui giornali con i ministri, di fibrillazioni e discussioni varie, ma se poteste assistere alle riunioni del consiglio dei ministri vi annoiereste”. E poi il premier Conte ha ribadito ch eil Governo si pone un orizzonte temporale dei 5 anni di legislatura e che pertanto pur ribadendo l’obiettivo di mantenere tutti gli impegni assunti con gli elettori da Lega e 5stelle in campagna elettorale essi saranno spalmati su un percorso graduale e quinquennale, consentendo di non sforare i vincoli di bilancio posti dall’Unione Europea.

Il Premier con il suo intervento a Cernobbio quindi ci ha illustrato il giro del mondo della politica  compiutosi nei primi 100 giorni del nuovo Governo, dalla difesa dei confini nazionali e dalla lotta agli scafisti ed a i sodali degli scafisti, al contrasto ai concessionari d’oro delle privatizzazioni all’amatriciana stile Autostrade, alla flat tax e r eddito di cittadinanza, fino al taglio dei vitalizi e delle pensioni d’oro per finanziare il reddito di cittadinanza.

E anche se  dobbiamo ammettere che all’atto dell’insediamento il nostro Primo Ministro non è che abbia fatto proprio una gran figura, con un curriculum di 18 pagine di cui molte voci sono state evidentemente esagerate. Ma dal 1 giugno, effettivamente, il professore non ha sbagliato un colpo. È abbastanza insolito, infatti, che un Premier abbia tutto sommato il benestare della stampa e dell’opinione pubblica, dei due partiti che lo sostengono (ovviamente), ma anche tutto sommato delle opposizioni e degli intellettuali e cronisti politici.

In una parola, Giuseppe Conte è veramente un premier di Compromesso. Tra le parti sociali, nei toni, nei modi, nell’età. E probabilmente era quello che ci voleva, in un Paese che non è più abituato alla “normalità”. Egli stesso, qualche giorno fa, si è definito “né carne né pesce”, dove la carne evidentemente era riferita al leader leghista, Matteo Salvini, che come il toro di Wall Street, ha fatto fare un’impennata nei sondaggi al suo movimento, mentre il pesce, neanche a dirlo, è Luigi Di Maio, quantomeno per gli occhi fissi e inespressivi.

Perfino per il suo compleanno, la stampa “di regime” ha eccessivamente enfatizzato la sobrietà del rinfresco con cui il Premier ha voluto festeggiare, mentre alcune fonti affermavano si fosse trattato di una festa a sorpresa. Con chiunque altro, l’editoria antagonista alla maggioranza parlamentare, non avrebbe fatto prigionieri; ma con Conte no, anzi, tutti si sono stretti intorno al Premier in un ritrovato senso di unità nazionale, per augurargli altri 54 anni come questi.

Se la strategia di Conte si rivelerà vincente, lo sapremo solo col passare del tempo, ma per ora è uno dei pochi risultati di un Governo del Cambiamento, che soprattutto nella sua maggioranza relativa a cinque stelle, fa fatica a partire. Intanto il suo sottosegretario Giorgetti, fino a poche ore dalla nomina in lizza nel toto-premier, sta acquisendo un ruolo sempre più marginale, o meglio, meno istituzionale e più di partito. Vedremo se il Conte riuscirà infine a diventare Re!

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