venerdì, Novembre 27, 2020
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Prima il figlio sottratto, poi l’aggressione con l’acido in Ucraina. Ora Giovanni Arcangeli rischia di perdere un occhio

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Giovanni Arcangeli si trova ad Odessa e domani dovrà affrontare un delicato intervento chirurgico fissato per salvargli l’occhio offeso. Questo dopo l’aggressione con l’acido subita ieri in Ucraina, dove si trovava dopo essersi semi-trasferito per stare vicino al figlio, sradicato dai propri affetti e per riavere il quale il padre sta agendo per vie legali.  Ma continua a non vederlo. Era uscito ieri mattina per effettuare delle commissioni. Al rientro a casa, uno sconosciuto gli ha gettato addosso dell’acido e poi si è dato alla fuga. Sono stati alcuni passanti a lanciare l’allarme. Sul posto i soccorsi, che hanno disposto per Arcangeli l’immediato trasferimento in ospedale a Odessa. L’autore del gesto non è stato ancora rintracciato. “Non ho nemici qui – dichiara Arcangeli – non ho rapporti stretti con nessuno: l’unico contenzioso in atto è quello con mia moglie per quanto riguarda il bambino”. Giovanni Arcangeli è protagonista di una tra le tante storie di sottrazione internazionale di minori. E’ padre di un bambino di quasi 6 anni. “Nell’estate del 2016  – aveva raccontato al nostro quotidiano – la mamma del bambino, durante una vacanza, lo ha trattenuto in Ucraina soggiornando presso l’abitazione dei genitori di lei. Da maggio 2018 non l’ho più visto. Ho subito presentato istanza di rientro ai sensi della convenzione dell’Aja del 1980 direttamente in tribunale, ma sono passati quasi 2 anni e non hanno ancora emesso una sentenza: non appena hanno capito (letto il controricorso della madre) che avrebbero dovuto ordinare il rientro, sono iniziati i ricatti (anche per il tramite delle stesse istituzioni ucraine) ed hanno architettato un “balletto” della mia istanza che è stata rimpallata qua e là fra i giudici del tribunale cittadino. Ne sono cambiati ben 5, tutti di prima istanza: il primo ha chiesto la separazione delle domande (l’istanza fu infatti presentata in un procedimento di affidamento del bambino chiesto dalla madre) con conseguente assegnazione ad altro giudice; il secondo, il presidente del tribunale, mi ha “avvisato” che queste cose possono durare a lungo e visto che le donne ucraine di solito vogliono soldi sarebbe stato meglio scoprire quanto voleva mia moglie (!), ha tenuto il caso per 6 mesi, poi si è ritirato dal caso con perfetto tempismo; sì, perché così il caso è stato assegnato ad altro giudice che di lì a poco venne arrestato; di nuovo in cancelleria, assegnato ad un 4° giudice che fa un po’ di udienze e viene sospesa per un anno dal lavoro dal loro CSM… Caso assegnato ad un 5° giudice… vedremo”.

Un’odissea incredibile, interamente documentata. Ma che sembra ben lontana dal concludersi a breve. “Ne frattempo il bambino  – prosegue Arcangeli – non è andato all’asilo per un anno, pur necessitando di supporto logopedico poiché a 4 anni ancora non parlava. Eppure ogni mattina veniva condotto in una casa dove, ho scoperto poi, una insegnante di letteratura aveva organizzato in casa propria un asilo privato illegale, condotto senza licenze e senza controlli sanitari”.

Ora, dopo l’attacco con l’acido, incredibilmente Arcangeli si mostra sereno. “Sono trattato bene in ospedale -dichiara -, e affronto l’intervento con grande tranquillità”. Arcangeli è assistito dall’avvocato Maria Rosa D’ursi del foro di Torino.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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