sabato, Aprile 17, 2021
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Argento/Bennet, la psicoterapeuta Antonella Baiocchi: “La violenza non ha sesso”

ARGENTO/BENNETT INTERPRETATI DA UNA INNOVATIVA  PROSPETTIVA: LA TEORIA DEL DEBOLICIDIO (PREVARICAZIONE DEL POLO DEBOLE) E ATTUATO SIA DA UOMINI CHE DA DONNE
Antonella Baiocchi, psioterapeuta, specialista in criminologia, esperta di drammi familiari e scrittrice, nel saggio Alle Radici della Relazione Malata (Youcanprint, 2017, che vanta una corposa prefazione di Cinzia Tani), propone una innovativa interpretazione della violenza. Da questa prospettiva ella commenta la vicenda del presunto abuso sessuale agito da Asia Argento su un minorenne.
“Ha destato scalpore la vicenda di  Asia Argento, accusata di aver abusato di un minorenne, Jimmy Bennett, al quale avrebbe versato  380.000 dollari per comprarne il silenzio e risarcirne  il trauma subito.
Non poteva essere da meno: da sempre, infatti, quando ad agire violenza è una donna lopinione pubblica tende a rimanere incredula e minimizza (fondamentalmente, perché, divenire consapevoli che la Violenza non è più segregabile nelle rassicuranti perché facilmente individuabili sembianze del Lupo Cattivo destabilizza il bisogno di sicurezza dellEssere Umano). Figuriamoci in una storia come quella della Argento, in cui la donna è al di sopra di ogni sospetto perché, famosa attivista di un movimento a difesa delle donne vittime di violenza (#Me Too)!
La vicenda, più di altre, stravolge radicate credenze popolari, veri e propri pregiudizi, cui la cultura vigente è solita relegare lorigine della violenza: il raptus, la malattia mentale, la delinquenza, i ceti sociali degradati e, soprattutto, il Genere, popolarmente sintetizzato, nel dualismo Uomo Carnefice, Donna Vittima (in cui il maschio è interpretato come portatore innato di violenza, sentimenti rudi  e bisogno incondizionato di sesso e la femmina portatrice innata di umiltà, dolcezza, gentilezza danimo, senso materno).
La vicenda di Asia Argento li stravolge praticamente tutti perché racconta:
che ad agire violenza è una a donna e non un maschio!
che la donna  ha tradito il senso materno, agendo  violenza su un minorenne
che la donna ha pagato il silenzio dellabusato come  un qualsiasi uomo potente e prepotente
e  (colmo dei colmi) racconta di un maschio di 17 anni che si dichiara traumatizzato dalle attenzioni sessuali di una donna!
In linea con questo modo di pensare, in molti, sui social hanno deriso il giovane uomo e preso a priori le difese della donna: anche personaggi illustri, tra cui Marco Travaglio (Direttore del Fatto Quotidiano) e Alessandro Orsini (Direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale) nelle cui loro esternazioni ( sempre intelligenti e puntuali) si intravedono però i pregiudizi  appena  descritti nonché la doppia morale che ancor oggi si utilizza nei confronti dei comportamenti del maschio e della femmina.
Al di là della veridicità dei fatti (alla magistratura il compito di appurarla) la vicenda di Asia Argento, ha inequivocabilmente portato alla luce, le falle della Cultura vigente rispetto a ciò che accade nella realtà: la vita quotidiana racconta, infatti,  di violenze ed atti estremi (fino ad arrivare ad omicidi, omicidi- suicidi e sfregiamenti) compiuti prevalentemente da persone al di sopra di ogni sospetto, appartenenti ad ogni razza e ceto sociale e soprattutto,  compiuti anche da donne che, proprio come gli uomini, agiscono violenza verso altre donne, bambini,  anziani e verso gli stessi uomini, colti in posizione di fragilità.
Ogni dubbio si dissipa se si esaminano le poche ricerche sulla Violenza subita dagli uomini per mano delle donne. Per tutte cito  uno dei rari studi italiani, “Lindagine Conoscitiva della Violenza verso il Maschile”, uno studio del 2012 che  ha messo in luce inimmaginabili  ed inquietanti aspetti in merito alla violenza femminile la quale risulterebbe  assente  più che altro perché non indagata.
In accordo con le ricerche internazionali, questa indagine ha smentito la tesi della violenza unidirezionale Uomo>Donna e le sovrastrutture culturali che ne derivano, mettendo in luce che anche le femmine agiscono atti persecutori e violenza fisica, sessuale e psicologica e con  modalità che non differiscono  troppo rispetto allaltro sesso: molto più frequentemente di quanto si creda, infatti, la donna usa armi improprie, percosse a mani nude, calci e pugni che i preconcetti classificano come modalità esclusive del genere maschile.  Lo studio ha anche  messo in luce che le modalità aggressive non trovano limiti nella prestanza fisica o nello sviluppo muscolare: un soggetto di genere maschile può essere oggetto di violenza da parte di una donna, apparentemente più fragile rispetto alla propria vittima.
E’ evidente che lattuale interpretazione della Violenza nella Relazione Affettiva, contiene parti fallaci non più tollerabili, che sabotano lefficacia delle iniziative di fronteggiamento del problema.
La prima falla riguarda il binomio Donna Vittima e Uomo Carnefice: Violenza e Prevaricazione non sono un problema legato al Genere, ma un problema legato alla Cultura della persona “in genere, cioè sia del maschio che della femmina, entrambi affetti, ancora oggi, nel 2018, da “Analfabetismo Psicologico”. Essere affetti da Analfabetismo Psicologico equivale ad utilizzare per orientarsi nelle scelte della Vita, Mappe affette da Virus che, necessariamente, indurranno fuori strada.
Alcuni esempi di virus: confondere lAmore col Possesso; lintolleranza ai fallimenti; lignorare che ogni Essere Umano è portatore di Opinione e  credere che esista la Verità Assoluta (un modello più giusto di un alto), che è il virus principe alla base dei Pregiudizi e della Discriminazione (verso  Chiunque Diverga dal Modello considerato Vero e Giusto) e dellincapacità di dare valore al Diverso, etc..
LAnalfabetismo Psicologico è sempre collegato allAnalfabetismo Relazionale perchè Relazione, più che un incontro di Corpi, è un incontro tra Psiche: un incontro che lincompetenza psicologica (i virus appena accennati e molti altri), tramuta inevitabilmente in scontro in cui si assiste al fallimento della conciliazione tra le diversità.
Tra le più gravose conseguenze dellAnalfabetismo Psicologico, infatti, cè la Gestione Dicotomica delle Divergenze, una Mappa Mentale Virulenta che induce a difendere i propri obiettivi con modalità che causano ferite allinterlocutore (ferite al Fisico o/e alla Psiche, o Mondo Interiore), impedendo quindi la gestione armoniosa delle divergenze ed imponendo la supremazia di un polo rispetto allaltro: necessariamente il Polo che si trova in una posizione di Forza (economica, fisica, di ruolo, psicologica) tenderà a prevaricare il Polo che si trova in situazione di Debolezza: “A causa della Gestione Dicotomica delle Divergenze, chiunque, trovandosi nella posizione di poterlo fare (cioè nel ruolo del più Forte), tende a prevaricare e agire violenza nei confronti dellinterlocutore Debole: notoriamente gli Uomini, certo, ma anche le Donne, ogni qual volta vengono a trovarsi in una qualche posizione di dominanza nei confronti di altre donne, di uomini, di bambini, anziani, animali” (A. Baiocchi, Alle Radici della Relazione Malata, Ed. Youcanprint,2017, pag. 63).
Osservando il problema da questa angolazione, ed in linea con lindagine citata,  diventa palese che ogni essere vivente, indipendentemente dal genere, dalla razza, dalletà, rischia di essere prevaricato e di subire violenza, se  viene a trovarsi in una posizione di debolezza ma anche di prevaricare e agire violenza  se  viene a trovarsi in una posizione di forza”: sia il maschio che la femmina, quindi, ognuno con modalità a loro peculiari (statisticamente la Violenza Fisica, più riconoscibile e identificabili, è appannaggio del maschio, mentre la donna tende ad utilizzare modalità più sotterranee e meno eclatanti).
A questo ultimo proposito, sempre a causa dellAnalfabetismo Psicologico, cè da dire che la gran parte di persone stenta a riconoscere le manifestazioni di Violenza meno eclatanti e visibili e anche questo può aver contribuito ad alimentare equivoci e a portare fuori strada chi studia ed osserva il fenomeno della Violenza nella Relazione.
Quindi, al di là delle rilevanze statistiche che vedono la donna nel ruolo di vittima, per comprendere e contrastare efficacemente il problema, si dovrebbe superare il dualismo, Maschio/CarneficeFemmina/Vittima e concentrarsi sul dualismo  Forte/CarneficeDebole /Vittima.
Da questa angolazione termini come Femminicidio e altri equipollenti, non hanno più motivo di esistere: non solo perché delineano un solo tipo di vittima (per par condicio bisognerebbe coniare un termine per identificare tutti gli altri tipi di vittime: infanticidio, patricidio, matricidio, uxoricidio, ma anche disabilicidio, animalicidio, anzianicidio, etc.), ma anche perché generano confusione ed alimentano equivoci.
Dato, che nella sostanza, la tipologia della Vittima è una ( il Polo Debole della situazione), sarebbe più indicato adottare un unico neologismo, il termine Debolicidio, (prevaricazione/taglio/uccisione dellEssere vivente in situazione di Debolezza).
Con la Teoria del Debolicidio, linterpretazione delle statistiche in merito agli Omicidi Volontari e alle vittime di violenza, potrebbe subire uno stravolgimento, perché potremmo accorgerci che nei primi posti della classica delle Vittime non dovremmo mettere le Donne, ma altri Esseri Viventi:  LAmbiente (Animali e le Piante) che subiscono prevaricazione/violenza/morte sia da Uomini che da Donne; poi il genere Maschio  che subisce prevaricazione/violenza/morte prevalentemente da altri Maschi (Rapporto Eures 2014); poi, probabilmente, arriva il turno delle Donne, che notoriamente, subiscono prevaricazione/violenza/morte prevalentemente dagli  Uomini e a seguire tutte le altre Vittime: i diversamente abili, i bambini, gli anziani, etc., etc., (i quali subiscono prevaricazione/violenza/morte sia dagli  Uomini che dalle Donne).
Al di là delle rilevanze statistiche, quindi bisogna prendere atto che LA VIOLENZA NON HA SESSO: si dovrebbe superare la contrapposizione maschio-femmina, e luomo e la donna si dovrebbero alleare per combattere il vero Killer di cui sono entrambi vittima: lAnalfabetismo Psicologico, che genera la Gestione Dicotomica delle Divergenze.
Solo superando le Falle della Cultura vigente si può combattere la violenza nella relazione e Tutelare di chiunque ne sia vittima: lEssere Umano in Genere, donna, certo, ma anche luomo, nei confronti del quale oggigiorno non è prevista alcuna forma di tutela.
Antonella Baiocchi
Psicoterapeuta, Specialista in Criminologia, autrice del saggio Alle Radici della Relazione Malata: per combattere la cultura della prevaricazione e della violenza (Youcanprint, 2017)
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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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